l’Iran è adulto?

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Al compimento del trentanovesimo anno di nascita, oggi 11 febbraio, la Repubblica Islamica dell’Iran si trova nella sua fase più critica per quanto riguarda le tensioni sociali, economiche e politiche, accompagnate da una disobbedienza sociale sempre più condivisa.

La società persiana è caratterizzata da una popolazione dinamica in rapida crescita, soprattutto nel contesto urbano, fortemente scolarizzato ( tasso di iscrizione all’università al 70% di cui 68% ragazze).

Ad una forte spinta dinamica interna corrisponde un sistema economico dipendente dall’esportazione di gas e petrolio, specchio della complessa architettura politica del Paese.

Al momento il riformista Rouhani si trova tra due fuochi: Da una parte osteggiato dagli ultraconservatori per la politica di distensione con l’occidente, che ha portato all’accordo nucleare, dall’altro criticato dalla base dei suoi sostenitori, che lamentano lo scarso impatto dei successi conseguiti dall’Iran a livello internazionale sul loro tenore di vita e sulle numerose aspettative riformiste e progressiste completamente disattese. Il presidente, quindi, ha il merito di aver rafforzato il Paese, ma sconta lo scarso impatto sulla popolazione. Esiste una forte contrapposizione tra l’Iran “profondo” conservatore, e la componente urbana del Paese, soprattutto la più giovanile e colta, che viene a trovarsi con una elevata formazione e una scarsa opportunità lavorativa.

Rouhani si trova ad affrontare una grande sfida, che vincerà se sarà in grado di condurre le riforme volta a garantire alla politica più spazio nel sistema duale della R.I., a far sentire maggiormente le fasce giovanili del paese (quelle nata dopo la rivoluzione del 1979 ), a far rafforzare l’autorità di vigilanza e di controllo della banca centrale sull’economia e a ridimensionare l’influenza dei centri di potere ultraconservatori ( fondazioni e cooperative parastatali, per lo più esentasse e il cui libro contabile è visto solo dalla guida suprema).

Dove andrà la Repubblica islamica? La risposta è ardua. Molti fattori fanno prevedere una svolta drammatica della situazione dopo la morte di Ali Khamenei, guida suprema, oramai di salute cagionevole. Manca una figura carismatica e geniale che mobiliti attorno a sé le varie anime della società iraniana. E’ anche difficile dire, a tutt’oggi, chi potrà emergere dalla lotta che si scatenerà per la successione. Forse si instaurerà una forma moderata riformista di governo islamico, senza una unica guida suprema, O forse i militari Pasdaran e i paramilitari Bassiji ordineranno un colpo di stato. Quest’ultima ipotesi, la peggiore, sembra la più probabile.

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