Il Mattino e il limite dello splatter

Il giornale di via Monte Boglia supera se stesso con una vignetta splatter su Argo1

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Il Mattino della Domenica non delude mai. Se cercate buoni motivi per dubitare dell’equa distribuzione del buon senso nella razza umana, un paio di pagina del domenicale di Via Monte Boglia vi toglieranno definitivamente il dubbio sul fatto che in alcuni casi ci sia un deciso squilibrio al riguardo.

Probabilmente, l’autore dell’ultima vignetta su Beltraminelli e Argo1 ha le idee un po’ confuse sul concetto di satira, o probabilmente, alla meglio, è un cultore dell’orrido, il che forse lo collocherebbe meglio su un penny dreadful, i racconti a sfondo horror-splatter venduti per 1 penny insieme ai quotidiani inglesi in età vittoriana, piuttosto che su un giornale che è organo di un partito politico. Non si spiegherebbe altrimenti l’immagine grandguignolesca di Paolo Beltraminelli passato attraverso un tritacarne: o meglio, se volessimo darne una definizione, le parole suonerebbero simili alla canzonaccia dei Bravi di manzoniana memoria che non vogliamo trascrivere, così come non riporteremo la vignetta, o presunta tale.

Suona molto curioso un tale modo di esprimersi da parte di un partito i cui esponenti tuonano contro il ricorso agli insulti nella lotta politica (vedi il recente caso di Robbiani e relativo supporto di Quadri, leggi qui) e che si scagliano contro la presunta violenza degli “altri”: sempre gli altri, non dimentichiamo, perché pare che il palazzo di Via Monte Boglia sarà presto eletto a santuario, con tanto di pellegrinaggi previsti per assistere alle visioni dei veggenti che riporteranno i messaggi di pace e amore di un Lorenzo Quadri di bianco vestito e assurto alla gloria degli altari ancora in vita.

Ma quelli che hanno pubblicato questa vignetta, sono gli stessi che a pagina 16 dello stesso numero del Mattino sbeffeggiano Massimiliano Ay parlando di estremisti di sinistra violenti (leggi qui), oppure un qualche emulo di Tyler Durden in “Fight Club” ha infilato vignette subliminali nei file di stampa? Perché se fossero gli stessi, uno potrebbe essere portato a due tipi di conclusione: o sono un po’ smemorati, e non ricordano cosa han scritto qualche pagina prima, oppure, e forse l’ipotesi è più credibile, la Lega da anni ha fatto proprio il ritornello di “Mamma, Ciccio mi tocca! Dai, toccami Ciccio che mamma non vede”? Sono gli stessi che si sono inalberati per qualche manifesto elettorale sporcato? Sono gli stessi che scrivevano “ ROM RAUS?”? Gli stessi di Balairatt? O quelli che sbattevano in prima pagina i parenti dei personaggi a loro poco graditi per un commento su Facebook?

Inutile chiedersi se è ammissibile un tale livello di degrado e insita violenza nel dibattito politico: se non tocca loro, i ragazzi di Via Monte Boglia ti diranno che gli altri fanno peggio, che è una battuta, che è “satira”. Aspetta: è satira solo quando fa comodo a loro? Pare di si, evidentemente. È così da oltre 25 anni, in fondo, perché dovremmo aspettarci che cambino? La risposta alle domande di prima è chiara: si, sono sempre gli stessi, con gli stessi metodi. Pronti a indignarsi quando vengono toccati, e altrettanto pronti a minimizzare quando invece sono loro a essere, per usare un eufemismo, eccessivi. Ed è inutile dire che si è passato il limite: per la Lega, il limite semplicemente è quello dei propri interessi, di fronte ai quali ogni forma di buon senso viene, per restare in tema, passata al tritacarne.

P.s. A Paolo Beltraminelli, al di là della nostra opinione sul caso che lo coinvolge, esprimo la mia personale solidarietà. Come, per inciso, la Redazione ha fatto quando ad essere attaccata è stata la deputata leghista Roberta Pantani. (Leggi qui)

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