Servi, non giornalisti

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Un titolo provocatorio, perché è quello che gente come Lorenzo Quadri e i suoi scherani vorrebbero. Non ci sono scappatoie.

La recente polemica sul dibattito RSI moderato da Reto Ceschi e conLorenzo Quadri, Alain Bühler, Mario Branda e Mauro Baranzini  come attori principali ha avuto il suo strascico di polemiche.

Polemiche, però, che hanno voce solo nei portali compiacenti come Liberatv. Reto Ceschi sarebbe stato reo di incalzare Quadri, contestando alcune sue dichiarazioni palesemente false o fuorvianti. Rassegnatevi, signori, questo è proprio quello che dovrebbe essere il servizio pubblico.

È sufficiente infatti guardare una trasmissione analoga svizzera tedesca come Arena per capire cose vuol dire moderare e gestire un dibattito. Anzi, la RSI paga, e qui è purtroppo il caso di dirlo, anni di asservimento e di paure del potere politico, che ha creato paure e ansie al punto che si finisce raramente per incalzare come di dovere i politici o gli attori dei dibattiti. E vale per tutti i colori dell’arco parlamentare.

Quello che si vuole in Ticino non è un giornalista serio, agguerrito e professionale, uno che ti mette di fronte alle tue contraddizioni e che ti dice anche che menti quando lo fai, uno che se non rispondi ti incalza aggirando i giri di parole del politichese.  In Ticino si vogliono dei servi, dei megafoni per le nostre tesi senza essere contraddetti.

Quello che fa il conduttore di Arena, Jonas Projer, è proprio questo, e lo fa anche coi consiglieri federali senza guardare in faccia a nessuno. E in Svizzera tedesca nessuno se ne lamenta. Solo noi, quando vediamo le nostre tesi messe di fronte all’evidenza della povertà di argomenti o vediamo smascherate le nostre bugie, strilliamo alla faziosità della RSI.

Come ho detto tempo fa, il fatto che tutti i partiti si lamentino della faziosità della RSI è proprio garanzia che questa faziosità non esiste.

Eh no, cari, è proprio questa la garanzia che il servizio pubblico funziona. Cosa uscirà dal 4 marzo non lo sappiamo. Speriamo che i NO siano tanti e che diano una direzione forte alla RSI, che deve sì rimettersi in discussione, è una grande opportunità, ma deve soprattutto ritrovare il coraggio di non essere asservita ai gruppi politici e alle loro pressioni. E vi basta leggere il Mattino ogni domenica per capire di cosa parlo.

Non servi ma giornalisti, questo voteremo anche col nostro NO. O almeno è la nostra speranza

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