Sgarbi e Cecilia, bullismo e cultura

L’assessore alla cultura della Regione Sicilia e critico d’arte offende Cecilia Strada con un post degno delle peggiori fogne del web.

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Vorremmo pensare che a volte c’è un limite anche all’essere vomitevoli sui social. Vorremmo anche pensare che personaggi del mondo della cultura, impegnati anche in politica, conoscano questo limite e non vi si avvicinino nemmeno. Vorremmo,  leggendo certe frasi e vedendo chi le ha scritte, pensare che si tratti di un fake, di un fotomontaggio.

E invece no. È tutto vero, nero su bianco sulle pagine di Facebook. Su un profilo ufficiale. E non c’è nessun presunto hacker ad aver violato il profilo. No. È stato proprio Vittorio Sgarbi,  proprio l’Assessore della Cultura della Regione Sicilia, voluto dal presidente di centromoltodestra Nello Musumeci, a esprimere certe dolci, delicate parole da sottile critico d’arte qual’è. E lo fa commentando un post di Cecilia Strada in cui la figlia del fondatore di Emergency condivide un post che gira da un po’ su Facebook che riporta la scritta “Non datela ai fascisti, non fateli riprodurre” aggiungendo ironicamente: “Anche solo per non dar loro una gioia.”

strada

Dopo la solita orda di sbavanti fascisti intervenuti sul profilo della Strada a colmarla di offese e minacce, è arrivata l’autorevole voce del critico d’arte a esprimere il suo punto di vista, sicuramente da vero cultore dell’estetica e della bellezza superiore.

La figlia di Gino Strada può stare tranquilla: non troverà fascista che voglia fare sesso con lei, e tanto meno riprodursi in lei; non vorranno darle una gioia, sacrificandosi. 
La figa è un’altra cosa, e non ha orientamento politico. Per questo faticherà a trovare anche comunisti disposti a fare sesso con lei. Diciamo che la questione non è politica, e finirei qui
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sgarbii

Se pensavamo che il body shaming, le offese sull’aspetto fisico, fossero una prerogativa di certe frange estreme, nonché di persone incolte e imbevute di fetida ignoranza, ci tocca ricrederci, constatando che anche una persona che vanta una enorme cultura come Sgarbi, e che della  cultura è stato addirittura chiamato a occuparsi a livello politico e istituzionale, si lascia andare a certe esternazioni degne della più sordida delle bettole, con tutto il rispetto per quel magnifico microcosmo che sono le bettole.

Si moltiplicano gli appelli e le proteste verso il presidente Musumeci, affinchè rimuova dalla sua carica un personaggio che, al di là di non avere assolutamente nulla a che fare con la Sicilia, se non per la sua carica di Sindaco della cittadina di Salemi, condita dal più totale assenteismo, dimostra che la volgarità e l’arroganza che lo contraddistingue da sempre non vengono messe da parte neanche nel momento in cui si trova a ricoprire un ruolo istituzionale di rilievo.

Al di là di questo, siamo sempre là: offendere una donna sull’aspetto fisico o sessuale sembra essere, per tanti, il miglior strumento per metterne a tacere le idee. Dalla bambola gonfiabile a forma di Laura Boldrini di Salvini, agli insulti a Tamara Funiciello (leggi qui), agli sproloqui a intellettuale da bordello di Sgarbi, è ormai una costante. Ed è uno schifo, che venga da destra, come nella maggior parte dei casi, o, spiace dirlo, a volte anche da sinistra, perché a volte la questione non è da che parte stai, ma pensare che quella che per giustificarsi viene definita goliardia può ferire, anche senza rendersene conto, e contribuire a perpetuare comunque un modo di fare da sradicare. Come sarebbe da sradicare Sgarbi dal suo posto.

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