Si, anche noi condanniamo l’hater di Mattia Sacchi

Il caporedattore di Ticinonews riceve un augurio di morte durante una diretta su Facebook con il presidente dell’Associazione Frontalieri.

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Non siamo mai stati teneri con Mattia Sacchi, lo ammettiamo, fin dai tempi in cui era redattore del Mattinonline. Non lo è mai stato neanche lui, d’altronde, non ha lesinato attacchi anche personali e alle famiglie, a volte anche pretestuosi, ricevendo in cambio le nostre “attenzioni”. Né, sul portale da lui gestito fino a poco tempo fa, sono mancate offese, minacce, insulti all’indirizzo anche dei membri della nostra redazione, in seguito alla pubblicazione di determinati articoli.

Tuttavia, quello che noi abbiamo sempre contestato è il Mattia Sacchi giornalista. Non siamo dei fautori dell’insulto personale, essendone spesso anche vittima, ed è questo il motivo per cui giudichiamo orrendo l’augurio di morte che a Mattia è stato fatto da un utente di Facebook durante la diretta con il presidente dell’Associazione Frontalieri Ticino. Ammettiamo che, in tempi come questi, ci voglia una bella dose di coraggio a chiedere a un’utenza notoriamente borderline come quella di Facebook di esprimere il suo parere sulla questione frontalieri. Soprattutto conoscendo gli umori di quel determinato bacino di utenti che Mattia ben conosce, essendo proprio quelli che popolano (o popolavano) le pagine del Mattinonline e che ammorbano attualmente quelle di Ticinonews con commenti che definire disgustosi è un eufemismo. E a quanto pare, quella stessa utenza si è rivoltata contro l’attuale caporedattore di Ticinonews: potremmo definirla una nemesi, un contrappasso dantesco in salsa social-ticinese, se non fosse che si è andati un po’ oltre. Si, perché fra un “Fuori dalle Scatole!!!!” e un “Prima i Nostri!!” spunta anche chi, testualmente, augura al presidente dell’Associazione Frontalieri e a chi sta facendo la diretta, ovvero Mattia Sacchi, di “svegliarsi gelido”. 

 

L’abbiamo sempre detto, e lo ripetiamo: la morte non si augura a nessuno. Non lo abbiamo mai fatto, né abbiamo tollerato sulle nostre pagine simili commenti. Lo ammettiamo, non siamo mai stati teneri con i nostri avversari: ma si arriva ad un punto in cui bisogna anche fermarsi, di fronte a certe espressioni esplicite d’odio. Perché, se possiamo avere magari una pessima opinione di Mattia Sacchi come giornalista e del suo lavoro (e la cosa, probabilmente, è reciproca e va bene così), nessuno di noi si augura di vederlo morto. Perché sappiamo cosa vuol dire ricevere determinati auguri, perché li abbiamo ricevuti, noi e le nostre famiglie, a volte, e non siamo gente che crede nella legge del taglione. Come abbiamo espresso la nostra solidarietà a persone, e ribadiamo, PERSONE di parte politica opposta come Giovanni Merlini (leggi qui), Roberta Pantani (leggi qui) e Daniele Caverzasio (Leggi qui), allo stesso modo facciamo con Mattia Sacchi, condannando esplicitamente il suo hater, a maggior ragione perchè l’insulto è stato ricevuto mentre stava svolgendo il suo lavoro, che è anche il nostro.

Viviamo immersi in un clima di odio e disprezzo che fa male, non solo a chi lo subisce, ma a volte anche a chi gli sta vicino, ed è importante che chi, come noi e come Mattia, lavora nel campo dell’informazione, e forgia l’opinione pubblica, imponga anche a se stesso di rompere questa sorta di assedio. È difficile, siamo stati e siamo spesso accaniti, a volte anche virulenti, la brocca parte anche a noi. Ma siamo noi i primi a dover dare un esempio positivo a chi ci legge, anche a costo di risultare impopolari con le frange più accese di nostri lettori, quelli che a tratti assumono l’aspetto di veri e propri ultràs. E non dobbiamo nemmeno stare ad aspettare che siano gli altri a farlo per primi: noi facciamo un passo, ci proviamo, augurandoci che ci si possa un po’ più parlare e meno urlare addosso.

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