Un ladro di strada e di asfalto

Bizzarro furto in Cina: rubato quasi un km di carreggiata, del valore di appena 740 franchi. Perché talvolta risulta davvero più facile rubare anziché andare a lavorare. Demolire piuttosto che costruire.

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Tra tutti i furti, quello di strade, ancora ci mancava, o quasi. E invece è successo. Per davvero. Lo scorso 24 di gennaio, in Cina, un intero villaggio della provincia orientale dello Jiangsu si è risvegliato con una gran bella quanto bizzarra sorpresa: la sparizione di quasi un chilometro di strada verificatasi nottetempo. Già. Che il furto come sotterfugio per ottenere illecitamente quello che crediamo ci spetti di diritto o che vogliamo a tutti i costi sia un istinto che c’appartiene fin da piccoli è cosa nota. Ma il passare con scioltezza dalle figurine rubate al compagno di banco, all’asfalto, è già meno evidente.

O quasi. Perché la lista di ciò che, stando alle cronache del passato, si è “volatilizzato” o che volendo si potrebbe rubare è pressoché infinita. La dignità, la vita altrui ma anche un intero chilometro di carreggiata e così via elencando. E a proposito di strade, avevamo letto della sottrazione dei tombini, una nuova moda nata e diffusasi nel solco del più rodato e redditizio furto di rame, diventato ormai un classico. Ma è proprio andando a rivangare nel passato che scopriamo come il furto di strade non sia affatto una prerogativa del presente. Molte delle pietre con cui erano state costruite le vie dei Romani, nei secoli a seguire, sono state rubate per farne altro. Edifici o mura. E a proposito di mura, una buona parte della Grande Muraglia Cinese è stata smantellata da contadini che avevano bisogno di materiale per la costruzione delle loro abitazioni.

Tra incuria, scempi edilizi e furti si calcola che siano finora andati persi almeno 2000 chilometri di quella che è considerata come la più imponente e maestosa fortificazione mai costruita dall’uomo. Un’opera che risale a ben sette secoli prima di Cristo, entrata di diritto a far parte del Patrimonio Unesco e la cui lunghezza si stima sia  grossomodo di 21’000 chilometri anche se, intatti, ne rimangono ormai poche migliaia. Molte sono le ragioni di questo scempio, ma fra queste c’è proprio quella del furto. Ancora oggi ci sono abitanti delle zone rurali più isolate che strappano letteralmente i mattoni dalla Muraglia per edificare le loro casupole.

La necessità aguzza l’ingegno, proprietà questa della quale molti degli Arsenio Lupin in circolazione sono dotati in quantità, evidentemente, al di sopra della norma. Peccato solo che questo talento talvolta sia malriposto, come nel caso del responsabile del fatto di cronaca da cui siamo partiti. Un genio che col favore delle tenebre, servendosi di una ruspa, ha asportato oltre 500 tonnellate di cemento per poi rivenderle a una vicina fabbrica ricavandone appena 740 franchi svizzeri. Insomma, un furto da campionato fra ladri di galline. E probabilmente neppure da podio. Ma cosa volete che sia il denaro paragonato all’adrenalina e all’ebrezza provate nel portare a compimento tale piano criminale? O di fronte alle facce, alle impagabili espressioni degli abitanti del villaggio scippato? Già. Perché talvolta risulta davvero più facile rubare anziché andare a lavorare. Demolire piuttosto che costruire.

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