Vincere! Vincere! Vincere!

Escalation della violenza politica in Italia, fra accoltellamenti, pestaggi e irruzioni fasciste negli studi televisivi.

Di

Vincere! Vincere! Vincere!
E vinceremo in terra, in cielo, in mare!
È la parola d’ordine
d’una suprema volontà!
Vincere! Vincere! Vincere!
Ad ogni costo, nessun ci fermerà!

Così cantavano i fascisti dell’Impero, quelli entrati in una guerra che regalerà all’Italia più di 450’000 morti. O vincere non vinceranno, come scriveva ieri Erminio Ferrari su la Regione Ticino. Ferrari, ottima penna e fine conoscitore della realtà politica italiana, ci mette di fronte a una realtà pesante. L’avanzata di un’estrema destra che, seppur coccolata da certi partiti, è alla prova dei fatti un segnale di sconfitta dello Stato democratico.

“Vincere, non vinceranno. Ma già ora si può dire che l’affermazione in termini storici più significativa nelle vicine elezioni italiane l’ha ottenuta l’estrema destra, chiamiamola pure fascista. E senza attendere la sera del 4 marzo, gli italiani dovrebbero interrogarsi sulla sua incontrastata occupazione degli spazi pubblici, fisici e di discorso. La Costituzione che vieta la ricostituzione del partito fascista e la sua propaganda non ha più, evidentemente, difensori capaci e autorevoli, o quantomeno interessati”

Come dice Ferrari, chiamiamoli fascisti, perché seppur mascherati con nomi di facciata (Forza Nuova, Casapound) del fascio hanno tutte le caratteristiche. Semplificando, se hai la pelliccia gialla a macchie nere, gli artigli, le zanne e ruggisci, puoi anche dire in giro che sei un canguro ma i fatti ti smentiscono.

E di ieri sono le notizie dell’ulteriore degrado del confronto tra estrema destra e sinistra, con da una parte l’accoltellamento di due membri di Potere al Popolo, formazione di sinistra radicale presentatasi alle elezioni, da parte di 4 membri di Casapound, e dall’altra, il pestaggio in strada, da parte di 6 presunti militanti dei centri sociali, del leader di Forza nuova a Palermo Massimiliano Ursino.

Per dovere di cronaca ricordiamo che Ursino era negli anni passati a sua volta stato arrestato per due aggressioni, una a un gruppo di bengalesi e una a un nigeriano.

Mentre l’irruzione, sempre di ieri, alla rete televisiva La 7 da parte di una trentina di membri di Forza Nuova, che pretendevano il diritto di parola ad una trasmissione di Giovanni Floris, entra nel solco delle intimidazioni alla stampa e ai media. (leggi qui)

Come già avevo scritto, lo scontro dalle parole sta rapidamente tornando, come negli anni di piombo, tra i vicoli e le piazze. E l’unica speranza è che questo benedetto 4 marzo arrivi, si voti evitando che ci scappi il morto, ipotesi però, purtroppo, sempre più vicina e probabile.

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