Alain Bühler, unto e bisunto dal Signore

Il vicepresidente UDC si scaglia contro la proposta di introdurre l’ora di storia delle religioni obbligatoria in quarta media, con una serie di argomentazioni che oscillano fra l’incoerenza, una poco velata islamofobia e il fumo negli occhi.

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Alain Bühler proprio non vuole essere ignorato.

Dopo la fallimentare campagna sulla No Billag, il giovane virgulto UDC si lancia sui sentieri ancora inesplorati della polemica sull’ora di religione. Bühler si lagna del progetto di sostituire l’ora, opzionale, di religione confessionale, cattolica e evangelica, con un’ora obbligatoria di storia delle religioni.

ll grande problema di Bühler qual è? Che questa storia delle religioni comprenderà, ovviamente, oltre a cristianesimo, induismo ed ebraismo, anche l’Islam. Il Biondo Alfiere riesce a mettere insieme un capolavoro di incoerenza da Oscar, con una serie di dichiarazioni totalmente a caso, anche in contrasto fra di loro, ma si sa, per l’UDC  tutto fa brodo quando c’è da buttar fumo negli occhi agli elettori.

Vediamole una per una, prendiamoci questo tempo.

Bühler riesce a dire “Laicità Scolastica? Questa sconosciuta” e a lamentarsi nella stessa frase che nella storia delle religioni venga incluso anche l’Islam, che, nel caso non se ne fosse accorto, è una delle tre grandi religioni monoteiste. Qualcuno spieghi al signor Bühler che la laicità della scuola è proprio questa, ovvero non privilegiare nessuna religione sulle altre, e trattarle tutte allo stesso modo, laicamente, soprattutto in un Paese in cui cresce sempre di più il numero di ragazzi provenienti da famiglie di fede musulmana. E che, se proprio dobbiamo cercare l’indottrinamento che tanto lo spaventa, beh, è decisamente l’ora di religione confessionale quella che svolge questo compito.

Andiamo oltre: vuoi la scuola laica? Bene: allora, buttiamola là,  eliminiamo anche le celebrazioni del Natale o della Pasqua nelle scuole. O la laicità va bene solo quando può essere usata per fare propaganda, à la carte? Fa  ridere che dopo essersi erto a paladino della scuola laica quando si tratta di attaccare la riforma voluta da Bertoli, poche ore dopo, parlando della proposta JUSO sulle feste religiose, accenna alle nostre radici cristiane e alla “guerra alle nostre tradizioni e alla nostra cultura”. O l’uno o l’altro, Bühler: o sei per la laicità della scuola e dello Stato, o sei per le tradizioni cristiane: non si va di qua e di là come fa più comodo. E fa ancora più ridere sentir parlare di laicità proprio da qualcuno dell’UDC, il partito che ha fatto delle campagne clericali e retrograde come ad esempio quella contro i matrimoni gay, uno dei suoi cavalli di battaglia. (leggi qui)

Qualcun altro poi, spieghi al nostro amico che questa riforma è stata concordata con i rappresentanti delle chiese riconosciute , oltre che essere stata studiata a lungo da una commissione pluralista: vogliamo dire che il vescovo Lazzeri e il rappresentante delle chiese evangeliche vogliono far penetrare il tanto temuto (da Bühler) Islam a scapito delle loro stesse religioni (leggi qui)? Mi sembra un po’ eccessivo, anche per il più accanito degli islamofobi. Oltretutto, la modifica riguarda solo la quarta media, mentre per i primi 3 anni resta l’insegnamento confessionale con dispensa per chi non vuole seguirlo, cosa che, ovviamente, il nostro eroe si guarda bene di precisare.

Il capolavoro è poi il sostenere che “la fede è una questione puramente intima e personale e di certo non dobbiamo obbligare nessuno ad approfondire un simile tema se non vuole.”. Mischiare i sacramenti con l’approfondire la nascita delle prime comunità cristiane a partire dall’Ebraismo ai tempi dei Romani, non l’abbiamo capito. Gli uni sono legati a dogmi religiosi, gli altri sono fatti ed eventi obiettivi. Io posso essere interessatissimo alla nascita dell’Islam a livello storico ma avere zero interesse riguardo il Corano, i precetti religiosi e tutto il resto.

Bastano le normali ore di storia? Beh, allora anche per la Civica bastavano le normali ore di storia ed educazione civica. Anche qui, andiamo à la carte, Bühler?

In ultimo, Alain si appella alla libertà di scelta in ambito religioso. Ora, vogliamo ricordare al giovane UDC uno dei suoi slogan preferiti durante la campagna No Billag: pagare per ciò che si consuma e per ciò a cui si è interessati. Bene, amico Bühler: volete un’educazione religiosa confessionale per i vostri pargoli? Bene: in giro è pieno di scuole private gestite da religiosi. Pagate, e consumate. 

Ma in fondo, noi tutti comprendiamo come questa proposta possa essere invisa all’UDC: un’ora di storia delle religioni è un’ora di cultura, e in un tema delicato come il dialogo inter-religioso, più cultura vuol dire meno ignoranza. E meno ignoranza vuol dire anche meno pregiudizio, meno paura del diverso, meno xenofobia: come farà l’UDC a portare avanti le sue campagne senza questi elementi fondamentali?

 

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