Autodifesa? Non siamo mica gli americani

Il messaggio è chiaro, non siamo mica nel Far West. Perciò il diritto all’autodifesa rimarrà tale e quale a quello in vigore attualmente. Punto. La scoppola, non per forza così scontata, all’iniziativa parlamentare proposta da Lorenzo Quadri è arrivata ieri dal Consiglio Nazionale.

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Il messaggio è chiaro, non siamo mica nel Far West. Perciò il diritto all’autodifesa rimarrà tale e quale a quello in vigore attualmente. Punto. La scoppola, non per forza così scontata, all’iniziativa parlamentare proposta da Lorenzo Quadri è arrivata ieri dal Consiglio Nazionale. Il buonsenso e la misura hanno prevalso rispetto alla modifica del codice penale tanto bramata in cuor suo dal deputato leghista.

In pratica il testo in votazione chiedeva di spostare, dalla vittima aggredita al magistrato incaricato dell’inchiesta, la responsabilità di dover dimostrare di non aver oltrepassato il limite nel diritto all’autodifesa. Un cambio di prospettiva che, di fatto, avrebbe rischiato di alleggerire la posizione di chi alla violenza si sarebbe trovato a rispondere per le rime, senza preoccuparsi di esagerare.

Ovviamente il jolly, la carta usata per convincere i membri della Camera bassa a votare per la modifica di legge, è stato ancora una volta il grande e immarcescibile tema della “sicurezza” di cui la Lega a braccetto con l’UDC hanno fatto un trito e ritrito cavallo di battaglia. Una specie di mummia equina pronta all’uso, uno spauracchio da esibire ogniqualvolta ve ne sia la necessità. Perché a furia di gridare “al lupo! Al lupo!” poi uno finisce davvero per convincersi che il pericolo esista e sia davvero quello.   

E invece no. Il problema è un altro. Se c’è qualcuno di cui il lupo deve aver paura, questo è l’uomo. Di certi predatori dalla lingua biforcuta che sanno perfettamente come, per smuovere le folle, non sia necessario fare leva sulla ragione, ma casomai sulla pancia. Instillando il dubbio. Giocando tutto sulle paure e su una certa narrazione. Come quella che ci racconta di orde di criminali organizzati che assediano le nostre frontiere. Pronti a farsi avanti e a razziare, a saccheggiare con ferocia e violenza tutti noi. Perché nessuno è al sicuro.

Ciò che poi ci racconta la cronaca è che la polizia arriva sempre dopo, quando ormai è troppo tardi e il danno è fatto. Ecco perché Quadri, a cui stanno così a cuore le vittime, ha sostenuto che “la loro integrità può essere salvaguardata solamente con una pronta ed efficace reazione”. Immaginiamo si riferisse a una mitragliatrice Gatling posizionata in salotto, seminascosta dietro al divano e pronta all’uso. Oppure, chissà, al lancio di una granata occultata in un portafrutta. Quel che invece non è frutto dell’immaginazione ma una reale certezza è che, ovunque sia stato esteso il diritto all’autodifesa – il mito della Frontiera e la tentazione di farsi giustizia da sé sono duri a morire – si è assistito soltanto a un insensato aumento degli episodi di violenza e dell’abuso di armi da fuoco.

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