Bannon e Tettamanti, stessa faccia…

Steve Bannon, giornalista americano noto per le sue fake news e vero e proprio guru della comunicazione di estrema destra, approda in Ticino ospite di Tito Tettamanti durante il suo tour delle destre europee. Chi si somiglia, si piglia, diremmo…

Di

Forse non tutti conoscono Steve Bannon. Ex capo della campagna e consigliere di Donald Trump (poi defenestrato) ed ex direttore esecutivo di Breitbart News. Recentemente invitato per una conferenza dalla Weltwoche (di Christoph Blocher) e poi in Ticino dal miliardario Tito Tettamanti, mentore e protettore di Marcello Foa, amministratore delegato del gruppo del Corriere del Ticino. Diciamo che le frequentazioni di Bannon in Svizzera sono ben chiare, proprio un bel parterre.

Importante è sapere chi è Bannon e cos’è Breitbart News. Bannon è un giornalista, produttore cinematografico e politico, fautore e propagandista di politiche di estrema destra e populiste e simpatizzante dei suprematisti bianchi.

Breitbart News è un sito d’informazione statunitense di estrema destra, conosciuto per dare adito a teorie complottistiche e fake news. In Breitbart potrete trovare solo articoli pro Trump, a favore del muro col Messico, pezzi anti migranti e notizie su omicidi ed efferatezze commesse sempre da migranti. Insomma, una solfa che ci ricorda anche giornali e siti nostrani tristemente conosciuti.

Il tour europeo di Bannon fra le destre d’Europa non pare casuale. Le svolte fasciste e populiste, infatti, imperversano in una triste Europa che sembra avere dimenticato la cascata di sangue della Seconda Guerra Mondiale dovuta proprio ai totalitarismi. Bannon è guru della comunicazione dell’estrema destra, le sue teorie e il suo modo di condurre le campagne affascinano i destroidi nostrani, catapultandoli in una globalizzazione della comunicazione basata sulle verità alternative.

L’iniziativa no Billag appena trascorsa s’incunea perfettamente nel solco di un disegno più ampio, volto a smantellare il settore pubblico, quello che può garantire fisiologicamente l’informazione più corretta, in Italia, infatti, sta avvenendo un tentativo simile con la RAI. Ma sono gli attacchi al settore pubblico a farsi più virulenti ovunque, a essere massacrate regolarmente le categorie dell’insegnamento, dell’informazione e della magistratura  (vi ricordate le toghe rosse di Berlusconi?). Non è un caso che la svolta dittatoriale di Erdogan in Turchia abbia colpito migliaia di magistrati, docenti e giornalisti. Cosa vi torna in mente? Bravi, prima di No Billag c’è stata la votazione sull’ora di civica, una battaglia ridicola di per se stessa, il cui scopo reale è stato alla fine delegittimare il corpo docente facendolo apparire come un gremio di parassiti privilegiati. Gli attacchi ad personam si sono sprecati sia in una che nell’altra votazione, lo scopo, parafrasando un triste monito delle Brigate Rosse: colpirne uno per educarne cento.

Il trucco è sempre lo stesso in fondo, e Steve Bannon insieme con altri lo sta portando in giro come una nuvola di gas velenoso. A poco sono servite le proteste a Zurigo da parte dei socialisti. Bannon, protetto da centinaia di poliziotti, ha fatto il suo show (vedi sotto l’articolo sulla stessa pagina di Breitbart) indisturbato. I fascisti ci sono sempre stati, ma oggi ci sono anche i Bannon, influencer e social manager senza scrupoli, e i social, vettori mostruosi e micidiali. La democrazia, molto tiepidamente, sta cercando di mettere un freno alle fake news come in Francia e in Italia, ma la reazione è lenta e poco coordinata.

Come reagire? Diciamo che la sinistra deve smetter di restare in difesa e passare all’attacco, Jeremy Corbyn in Inghilterra ne è un esempio interessante. Per ribaltare questa tendenza non basta il buon governo, serve capacità di comunicare e una tendenza a dettare l’agenda politica invece di subirla. Mediaticamente parlando, il Movimento 5 Stelle ha proprio fatto questo, scippando alla destra fasce importanti della popolazione utilizzando anche e soprattutto i social network. Che i pentastellati siano dei centristi pigliatutto poco importa, ciò che importa è il tipo di narrazione che si è creata intorno al movimento.

Chi pensa che il Ticino e la Svizzera siano al riparo è un ingenuo, come dicevamo non è casuale che siano Tettamanti e Foa, quest’ultimo noto per le sue fake news, ad accogliere Bannon. Come si dice? Stessa faccia, stessa razza.

breitbart 28684832_874747052689462_1881364636096040364_n

Ti potrebbero interessare: