Corner Banca e i licenziamenti fantasma

Alla Corner si parla di una dozzina di licenziamenti che forse diventeranno una ventina. Dei licenziamenti fantasma, silenziosi, senza clamore, vite di persone trascinate sul fondo da un mostro che si ciba di dividendi.

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Siamo onesti, di terziario, e cioè del settore dei servizi (banche, assicurazioni, ecc.) si parla poco. Ma si parla poco anche perché il patto scellerato fatto durante le vacche grasse tra padronato e lavoratori ha creato una cultura di sudditanza, per cui ogni protesta è vista come un tentativo di sovvertire un sistema che si riteneva perfetto.

D’altronde, fino a pochi anni fa c’erano posti di lavoro, possibilità di fare carriera, e il turnover tra impiegati non lasciava per strada che pochi elementi. Oggi è diverso. Oggi vediamo timidi tentativi di alzare la testa. Oggi vediamo banche come la Corner di Lugano fare utili eccezionali, come al solito, verrebbe da dire, e licenziare senza troppo clamore dei collaboratori. Collaboratori che ormai, anestetizzati dal sistema, non hanno gli anticorpi che hanno, per esempio, i dipendenti del settore pubblico o dell’edilizia, molto più consapevoli e sindacalizzati.

Alla Corner si parla di una dozzina di licenziamenti che forse diventeranno una ventina. Dei licenziamenti fantasma, silenziosi, senza clamore, vite di persone trascinate sul fondo da un mostro che si ciba di dividendi. Al loro posto, frontalieri e ragazzi giovani al primo impiego. Un bel sistema di ridurre ulteriormente i costi e ingrassare gli azionisti e la dirigenza. Una dirigenza che tace e non da spiegazioni.

Solo poche settimane fa, l’ASIB (associazione svizzera impiegati di banca) si ergeva a difesa dei dipendenti della SIX di Manno, che in settanta avevano perso il posto (leggi qui). È indicativo che l’unica associazione che può organizzare qualcosa in tal senso non sia nemmeno un sindacato. Perché i sindacati sono pieni di comunisti e rompiballe, meglio tenerli fuori dal mondo dorato della finanza. Ora il mondo della finanza mostra sempre di più il marcio sotto la patina dorata che si era dipinto addosso. Il mostro fagocitatore di dividendi ha cominciato a divorare i suoi piccoli. E forse sarebbe ora che gli impiegati si sveglino dal sogno che li illude ancora oggi e si mettano a combattere come gli impiegati della navigazione o gli operai dell’edilizia.

Sennò saranno divorati, masticati e sputati. Mentre i dividendi cresceranno ancora, in una spirale che creerà, per assurdo, disoccupazione e povertà, a fronte di un’economia sempre più aliena al nostro territorio.

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