Donne e precariato: sabato a Locarno “L’8 tutto l’anno”, la festa delle donne che lottano

Sabato 10 Marzo allo Spazio Elle di Locarno  (Piazza Pedrazzini 12) si terrà la quinta edizione di “L’8 tutto l’anno”, la festa delle donne che lottano, organizzata dal Collettivo Scintilla. Alle 17.30 Conferenza “Donne e precariato” – Femminilizzazione del mercato del lavoro e relazione fra la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e l’aumento della precarietà”, seguiranno aperitivo e cena popolare, finale in musica con il concerto dei Friser/Ciurma Anemica.

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Si moltiplicano in Ticino le iniziative a sostegno della lotte contro la discriminazione delle donne ad ogni livello. Dopo il corteo di Bellinzona di oggi (leggi qui), sabato 10 Marzo allo Spazio Elle di Locarno  (Piazza Pedrazzini 12) si terrà la quinta edizione di “L’8 tutto l’anno”, la festa delle donne che lottano, organizzata dal Collettivo Scintilla. La tematica centrale dell’evento sarà il precariato e dello sfruttamento, che verrà affrontato nella Conferenza “Donne e precariato” – Femminilizzazione del mercato del lavoro e relazione fra la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e l’aumento della precarietà”, prevista per le 17.30, con successiva discussione aperta. Seguiranno aperitivo e cena popolare, per finire in musica con il concerto dei Friser/Ciurma Anemica, gruppo-collettivo-ciurma di appassionati di canti popolari, di lotta, di resistenza riarrangiante in versioni più “moderne”:

In merito alla discriminazione delle donne, e al senso del femminismo nel 2018, riportiamo una breve intervista a Camila, membro del Collettivo Scintilla.

La discriminazione delle donne è solo una questione di genere, o c’è altro alla base?

Per quel che riguarda il nostro Collettivo, la discriminazione delle donne è prima di tutto un discorso di classe. Infatti noi non concepiamo il genere come una lotta a sé stante, bensì costruiamo la lotta di genere partendo dalla lotta di classe. Una donna borghese appartenente a una certa sfera sociale difficilmente condividerà le stesse necessità che una donna operaia. E la stessa cosa vale per la sfera ideologica. Le donne dell’Udc rivendicano tutt’altre necessità e concepiscono la lotta genere in maniera distinta. Mi viene da citarti Andrea Geissbühler, consigliera nazionale bernese dell’UDC, la quale ha affermato che se un uomo stupra una donna, dopo che questa l’aveva invitato in casa, meriterebbe solo la condizionale invece di scontare una pena. Il fatto di condividere il sesso non fa automaticamente l’unione d’intenti. Il Collettivo Scintilla ritiene che la lotta sia a priori sempre e comunque di classe: partendo da questo presupposto, costruiamo poi altre lotte.

Il femminismo viene spesso considerato superato ai giorni nostri, addirittura c’è chi definisce le femministe nemiche delle donne. Quanto c’è di vero?

Mi sembra assolutamente palese, vista la situazione attuale, che il femminismo non solo non sia superato, ma che sia più attuale che mai. C’è addirittura una recrudescenza di pensieri e azioni maschiliste, un tentativo costante anche di rimettere in discussione quanto le donne hanno ottenuto con le lotte. Penso solo al diritto all’aborto – una vittoria comunque relativamente recente in Svizzera – che con cadenza regolare e tramite sudboli tentativi da parte della destra cattointegralista (ad esempio il tentativo nel 2014 di levare i costi dell’aborto dalla copertura della cassa malati obbligatoria) viene rimesso in discussione. Gli obiettivi per cui lottare sono lì, davanti a noi. Senza però abbassare la guardia e continuare a difendere tutto ciò che siamo riuscite ad avere. Per quel che riguarda le donne nemiche delle donne, riprendo quanto detto prima: noi non ne facciamo una questione di condivisione di vagina. Per noi la lotta è di classe. I nemici sono i fascisti e il grande capitale. Sono loro i peggiori nemici dei diritti delle donne.

Per chiudere: è ormai diffuso, sui social, il fenomeno delle donne che insultano altre donne, siano esse personaggi pubblici o semplici utenti. Di chi è la colpa di questo?

La colpa è sicuramente della cultura maschilista che ci viene inculcata sin dalla più tenera età. C’insegnano a essere in un certo modo, a pensare in un certo modo. Conseguentemente, le donne che danno della cagne a donne sessualmente indipendenti – per fare un esempio – sono solo il frutto di una società impregnata di maschilismo e pregiudizi e stereotipi legati al genere.

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