Includere e non escludere

Di

Se non si terrà conto delle accuse mosse all’indirizzo del servizio pubblico, e nello specifico del caso ticinese, con la RSI, il problema assumerà altre sembianze e dimensioni perché i conflitti nascono non solo per questioni ideologiche e di partito ma anche perché sussiste una realtà, che ci può piacere o non piacere, che va presa in considerazione. Nelle situazioni conflittuali ci vuole negoziazione. Ci vuole la capacità di analizzare le anomalie del sistema, per correggere l’impostazione che viene data al sistema stesso, nella sua complessità.

Perciò se il malcontento della Lega e di chi sostiene l’iniziativa viene affrontato come un nemico da combattere, e gli attacchi e le rimostranze non vengono analizzati come dei segnali importanti che devono portare a un cambiamento di rotta, la brace coverà sotto le ceneri, e nasceranno altri focolai. Dopo tutta questa guerra, che ha tirato fuori il peggio, e ha scoperchiato i tombini, ci vuole una strategia comunicativa diversa, con la quale si crei un terreno di condivisione su cui costruire, in nome del federalismo, delle minoranze, dell’imparzialità, della coesione, della libertà di opinione e di stampa, ascoltando tutte le voci e gli attori coinvolti, dai cittadini ai vertici.

La storia del giornalista commentatore Andrea Vosti, accusato di faziosità in merito alla presidenza di Donald Trump, è un esempio di come non si sia tenuto sufficientemente conto delle lamentele e delle denunce fatte da chi sostiene che si stia attuando la politica dei due pesi e due misure. La petizione sta sollevando un aspetto che va assolutamente affrontato. Mi infastidisco quando mi accorgo che c’è troppo sbilanciamento da una parte, e la voce contraria non viene considerata, perché si tratta di dare la stessa opportunità e lo stesso spazio a chi non la pensa allo stesso modo.

Perciò ritengo che la libertà d’opinione, se non è formulata nel rispetto altrui, e dunque si dimostra e si autolegittima la libertà d’opinione solo se la penso come te, non è libertà ma opportunismo e esercizio del potere di parte. L’aspetto vincente nelle organizzazioni, soprattutto in quelle complesse, è la trasparenza e l’adeguata capacità di tenere debitamente conto del coinvolgimento degli scontenti, o di chi la pensa esattamente in modo contrario.

Ci vuole concertazione e concordanza anche con chi vuole abbattere e demolire, perché nei conflitti, se non si trovano delle modalità comunicative orientate a trovare il necessario compromesso, e si estromettono dal discorso i contrari, a meno di essere in una dittatura, ciò può rivelarsi pericoloso quanto la dittatura stessa. Perciò mi allineo al direttore della SSR Gilles Marchand, il quale ha affermato che bisogna fare un discorso di inclusione e non di esclusione di tutte le realtà, anche le più scomode.

Ti potrebbero interessare: