L’ Apostola degli Apostoli

In un mondo in cui la donna non ha ottenuto il ruolo che proprio Gesù Cristo le ha riservato e assegnato, il film del regista Garth Davis “Maria Maddalena” (interpretata da Rooney Mara) rilancia la realtà secondo cui la donna non ha una posizione di rilievo, sia all’interno della società ma in particolare nella gerarchia ecclesiastica.

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Anche se la storia di Maria Maddalena, assurta a modello per ogni donna dentro la Chiesa – ma anche fuori – fosse solamente una fiction le si dovrebbe riconoscere l’ispirazione spirituale, dentro cui l’umano pensare e sentire si può ritrovare perché riproduce la storia dell’Umanità, nei suoi rapporti di forza, nello specifico, tra l’uomo e la donna. Una realtà universalmente riconosciuta ma spesso, e purtroppo, negata, e che attraverso i secoli, si palesa ancora oggi. In un mondo in cui la donna non ha ottenuto il ruolo che proprio Gesù Cristo le ha riservato e assegnato, il film del regista Garth Davis “Maria Maddalena” (interpretata da Rooney Mara) rilancia la realtà secondo cui la donna non ha una posizione di rilievo, sia all’interno della società ma in particolare nella gerarchia ecclesiastica.

E questo restando scevri dal discorso puramente femminista. Sarà perché credo nel Vangelo e nell’esistenza del Nazareno che il film mi ha percorsa e coinvolta, non tanto per la narrazione e la sua ricostruzione evangelica ma piuttosto per la capacità con cui il regista ha saputo far emergere un tema dominante: da millenni la figura della donna è subordinata a una decisione arbitraria dal potere costituito, totalmente in contrasto con il verbo di Gesù. Perché la Chiesa, che ha scelto per la donna un ruolo secondario nella propria struttura gerarchica, le ha impedito e le impedisce di accedere al sacerdozio, perpetuando la sua marginalizzazione, non ottemperando alla volontà di Gesù Cristo che, scegliendola come sua testimone, l’ha innalzata a figura centrale, soprattutto tra i discepoli.

Maria di Magdala, dopo Maria Madre di Gesù, è l’unica donna che gli sta al fianco, sedendo alla sua destra, dall’inizio alla fine, divenendo partecipe della sua resurrezione, decretando, attraverso i Vangeli, la sua incontestabile potenza. Il film è interessante per l’ambientazione, con scene girate in Puglia, e per la sua essenzialità, che riprende nei dettagli, la vita di quei secoli. La direzione alla fotografia di Greig Fraser è a forte impatto emozionale. Il personaggio di Gesù Cristo (intepretato da Joaquin Phoenix) si sgancia volutamente dai canoni di bellezza, a cui siamo abituati, con i quali la cinematografia ha spesso rappresentato il Cristo. Un Joaquin Phoenix dall’espressività avvincente e profondamente umanizzata. 

In questo film il regista insiste sul potere e sulla forza che entrambi, il Cristo e la Maddalena, assumono. L’Apostola degli Apostoli rende tangibile l’amore, e non parlo di fede per non attribuirle un valore intrinsecamente religioso, che nel film si esprime in chi lo coglie e lo vuole disgiungere dal credo e dalla religione. Un amore che si espande tra tutti gli oppressi, i diseredati, i poveri, gli esiliati, i moribondi, e gli emarginati.

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