La satira non è un pranzo di gala

Ma un’apericena allo Spazio Ado di Lugano Besso, sì. Stasera alle ore 19.00 Corrado Mordasini, coordinatore del periodico satirico online “il Diavolo” e collaboratore di GAS Social (vi dice qualcosa?) insieme alla studentessa Laura Riget discuteranno attorno al tema “Che satira tira?”

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Voler ingabbiare la satira in una definizione sarebbe come pretendere di addomesticare un cavallo selvaggio, uno stallone dalla criniera scintillante abituato a scorrazzare fiero e indomito nelle sconfinate praterie del libero arbitro. Sarebbe follia. Perché la satira, in fondo, è anche uno starnuto, uno sbadiglio o un aggrottar di ciglia. Una scorreggia fatta nel momento meno opportuno. La satira è il pepe della vita. È il battito d’ali di una farfalla che si fa uragano.  

È un modo per seminare del sano fastidio. Per dissentire. Come quel tizio all’assemblea delle Nazione Unite, a battere e ribattere con una scarpa sul banco. Era un certo Nikita Kruscev prima che diventasse quel Nikita Kruscev. O quell’altro ancora che nel bel mezzo della repressione costata la vita ad almeno un migliaio di persone, con le borse della spesa in mano, in piazza Tienanmen, durante la volta era riuscito a bloccare un’intera colonna di carri armati.

Perché, mentre in Cina il presidente Xi Jinping, approvata la riforma costituzionale e abolito il vincolo dei due mandati, si appresta a diventare presidente a vita proprio come il suo idolo Mao Tse Tung e il leader nordcoreano Kim Jong-un chiede l’amicizia al compagno di giochi Donald, la satira strappa veli di falsità dalla realtà, con la stessa urgenza di chi, in preda a un attacco di diarrea, lo fa con quelli di un salvifico rotolo di carta igienica.

Senza le giuste lenti e occhiali adatti, l’incessante visione fotoscioppata della realtà che ci propinano i media di regime non può che dare il voltastomaco. Ecco come torna buona la satira. Come antidoto alla nausea e al tanfo. Con il suo potere taumaturgico pari a quello di un miliardo di tisane ai semi di finocchio. Perché come diceva quel genio di Jerry Lewis, “quando governi con la paura, la risata è il suono più terrificante del mondo”. E allora permettetemi l’azzardo: finché c’è satira c’è democrazia. O almeno è lecito sperarlo.

E proprio di satira si parlerà oggi anche nella Svizzera italiana. Come mai abbastanza si fa a proposito del sesso degli angeli. Stasera,  15 marzo, a partire dalle 19, allo Spazio Ado di Lugano Besso. “Che satira tira? Tra etica e censura, libertà d’espressione. Volgarità e sessismo: quali sono i limiti della satira?”. Ad affrontare la questione attorno a una bella tavola imbandita un vecchio lupo di mare della satira: Corrado Mordasini e, insieme a lui, una giovanissima Laura Riget. Così se come diceva Mao “la rivoluzione non è un pranzo di gala” vuoi vedere che la satira invece è una piacevolissima apericena in compagnia?

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