Marchesi, non si raccolgono le firme così

Il lupo perde il pelo ma non il vizio: Lega, Udc e La Destra schierano una pattuglia di raccoglitori di firme prezzolati e dispensatori di false informazioni sul referendum contro la riforma scolastica

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Avevamo già parlato dell’iniziativa organizzata da UDC, Lega e La destra. (leggi qui) che vuole affossare la riforma sostenuta da quasi tutti i partiti, a favore della scuola.

Soprattutto per il titolo fuorviante del referendum: “No allo smantellamento della scuola”. Come già Bertoli aveva fatto notare, ci vuole una bella faccia di bronzo a parlare di smantellamento con 6 milioni stanziati per tre anni di sperimentazione e 35 previsti annualmente se la sperimentazione avrà successo.

Oggi si supera il limite, coi raccoglitori di firme. Raccoglitori che Marchesi e compagnia sguinzagliano sempre a pagamento. Non sono infatti in grado di raccoglierle mobilitando i propri militanti, ma siccome hanno i soldoni, finanziano disoccupati e studenti pagando un tot di franchi a firma. E come se questo non bastasse, le sottoscrizioni sono estorte raccontando bugie, tanto quello che conta è avere la firma sul pezzo di carta. Di che parliamo?

Ieri un nostro lettore si è avvicinato a dei raccoglitori di firme per il referendum, e ha chiesto perché il titolo era “contro lo smantellamento della scuola”.

La risposta lascia allibiti:

“Eh, perché poi la privatizzano, come in America”.

Abbiamo chiesto conferma, e la persona, tra l’altro di professione docente, ha ribadito:

“Si si, confermo. Gli ho detto che a voler privatizzare era Morisoli, indicandoglielo sul suo volantino. Mi ha detto: “Eh si, quel Morisoli li a tanti ga sta mia simpatic”.

Intanto sui social, memore dell’iniziativa No Billag, è ripartito il circo dei detrattori e della disinformazione. Edo Pellegrini, de La Destra, ha scritto sui social, a chi evidentemente lamentava questo agire: “spingere la gente a firmare”; eh, sì, perché tutti quelli che firmano sono idioti…”

Idioti no, ma presi per il culo certamente si. Caro Marchesi, invece di fare il pavone nei dibattiti, assicurati che: 1) le iniziative che lanciate abbiano dei nomi onesti, come una certa politica, quella da galantuomini, richiederebbe. 2) cercate perlomeno di non strappare firme con bugie da parte dei vostri mietitori prezzolati.

Aspettiamo una risposta, che supponiamo non verrà, ma se questo è il vostro modo di fare politica, ricordatevi che le elettrici e gli elettori non sono mica scemi, e cercare di farli fessi inventandosi le cose alla lunga vi si ritorce contro.

È proprio vero che l’onestà è roba d’altri tempi, rimasta seppellita, purtroppo, coi nostri vecchi.  

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