Il Mattino e le due terrone

Il Mattino continua con la solita vomitevole abitudine di pubblicare letterine anonime: stavolta a essere attaccate sono Natalia Ferrara e Amalia Mirante, “ree” non solo di essere donne impegnate in politica e che danno filo da torcere alla Lega, ma anche di origini meridionali.

Di

Dai, Lorenzo, piantatela con ‘sto razzismo strisciante da poveracci, questo continuo martellare stile letterine anonime, quelle che se ti beccavano alle medie ti cuccavi la sospensione e il tre in condotta.

Poi vi incazzate se vi chiamano razzisti, poi vi inalberate se vi ritengono xenofobi. Allora spiegami un po’ l’utilità e il tenore di “articoletti” del genere, spiegacene l’utilità, perché se continui a pubblicarli, ovviamente anonimi sul tuo giornale, un’utilità devono averla, no?

Per esempio questo, uscito in una delle innumerevoli e immancabili chicche:

“In occasione dell’8 marzo, giornata della donna, la testata liblab non ha trovato di meglio che andare ad intervistare, con tanto di gigantografie di profilo neanche fossero due supervip, due signore che contano come il due di briscola, e che oltretutto non sono propriamente “patrizie di Corticiasca”: la kompagna Amalia Mirante, già Capo dicastero del cimitero di Taverne Torricella nonché ospite fissa della R$I (perché è del partito “giusto” con le idee “giuste”) e la deputata dell’ex partitone e già candidata al governicchio Natalia Ferrara MiScocci. Le interlocutrici le ha scelte il direttor Pontiggia nel solco dell’italianizzazione del Ticino che tanto piace all’ex partitone (frontiere spalancate)? (…)”

Allora, Lorenzo, primo: Pontiggia perlomeno ci prova a fare un giornale e ad avere una deontologia a prescindere dalle sue idee. Secondo, a te cosa te ne frega di chi intervista per la festa della donna? Volevi la Pantani? Cribbio, c’hai un giornale in 40’000 copie, no? Non potevi intervistartela te tra un articoletto razzista e uno che ricorda la vostra grande vittoria con il 30% di Sì?

Poi l’affondo demente e anche trito: diciamolo senza giri di parole, sono terrone. Erano terroni i loro genitori, e sono terrone loro anche se  nate e cresciute qui. È questo il punto, non girarci in giro, non fare il codardo, ti prego, dillo chiaro invece di mettere fuori queste solite stronzatine anonime. Dì chiaro che la Mirante e La Ferrara sono donne, terrone e hanno dato spesso filo da torcere a te e ai tuoi compari. Perché è questo il punto in fondo: sono terrone e oltretutto osano anche alzare la cresta, le gallinelle, vero? Mentre quelli come te, i patrizi della vergogna, perché questo siete per la nostra terra, pontificano dal pulpito perché di sicuro Dio ha appoggiato la sua mano sulla vostra testolina. State lì a vantare una superiorità inventata, che non vi rende migliori nemmeno di un millimetro.

La superchicca termina con:

“… Squalificante per tutte le donne”.

Tu, Lorenzo Quadri, hai il coraggio, dopo certi attacchi schifosi, tu che per le donne in parlamento e in Ticino non hai mai fatto niente, di parlare di qualcosa di squalificante?

Tu che mandi avanti i soliti deprimenti e vigliacchi scribacchini anonimi parli di “squalificante”?

Guarda, sono in buona e ti dedico un aforisma. Una frase di Gerge Bernanos, lui era uno di destra, un bravo scrittore, poi ha capito in che abisso di schifezze si stava infilando e ha rinnegato i suoi compari in camicia nera. Un’evoluzione che dubito molto tu potrai mai intraprendere.

“Le più grandi canagliate della storia non sono state commesse dalle più grandi canaglie, ma dai vigliacchi e dagli incapaci.”

Presenti esclusi, naturalmente.

 

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