Scuola, le figure della Lega

Abbiamo improvvisamente scoperto che per la Lega la scuola, l’istituzione che forma gli adulti di domani, non è una priorità.

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L’altra sera, a Teleticino, nel salotto di Gianni Righinetti, si è parlato de “La scuola che verrà”, la riforma scolastica voluta dal ministro Bertoli e dal DECS. In studio, esponenti dei partiti e membri della commissione scolastica come Maristella Polli, Claudio Franscella e Lelia Guscio.

La riforma, dopo avere superato lo scoglio della commissione, sarà ora sottoposta al parlamento per l’approvazione definitiva della sperimentazione. La fase test, infatti, se approvata, partirà dal mese di settembre del 2018. 5,3 milioni di franchi, erano stati chiesti all’inizio per testare la riforma alle elementari di Cadenazzo, Coldrerio e Paradiso. Acquarossa, Biasca e Tesserete, invece, le sedi delle scuole medie coinvolte nel progetto, con la nuova sede di Caslano inserita in un secondo tempo.

Quelli che sembrano tanti soldi, sono da valutare in realtà come un investimento, nella speranza che la riforma dia i suoi frutti migliorando sensibilmente la formazione dei nostri giovani. Alla base della riforma, per semplificare all’osso, ci sono l’eliminazione dei livelli e l’idea che ogni ragazzo sia seguito personalmente nel suo percorso accompagnandolo e portando il più lontano possibile in base alle sue possibilità.

Molti hanno sparato su Bertoli a causa di questa riforma, ma la musica sembra cambiata. Oggi il ministro socialista incamera anche l’approvazione di PPD e PLR, che, probabilmente, vagliata attentamente tutta la proposta ne hanno viste le serie opportunità e la possibilità di un reale miglioramento nella formazione dei nostri giovani, un cambiamento di rotta che in fondo fa onore, per una volta, alla politica della logica più che a quella degli schieramenti precotti.

Fuori dal coro la Lega, con Lelia Guscio, docente di liceo che ricordiamo peraltro già coinvolta in fatti incresciosi durante l’esercizio delle sue funzioni (le minacce a un allievo e le prese di posizione al limite del ridicolo in merito a un presunto libro erotico nelle biblioteche delle scuole medie), che se n’è uscita con un paio di frasi che definire infelici è un eufemismo. Alla domanda della giornalista del Corriere Viola Martinelli, che le faceva notare come, nonostante il dissenso, la Lega non abbia portato in fase commissionale proposte o migliorie, la Guscio rispondeva:

“ ….so che gli altri partiti erano organizzati dal punto di vista che avevano dei consulenti del campo che li informavano adeguatamente, noi della Lega non abbiamo mai avuto un gruppo che si occupasse specificatamente del tema…”.

Un’ammissione d’inadeguatezza, come fa notare Righinetti, che lascia basiti. Ma come, il partito di maggioranza, con due Consiglieri di Stato e ventidue deputati in parlamento, non ha sufficienti persone per informarsi in merito alla più importante riforma scolastica degli ultimi decenni?

“La scuola, lo sa benissimo anche lei, per la Lega dei Ticinesi, non che non sia una priorità, ma non è una priorità come lo è per altri partiti.”

La regia impietosa, inquadra Maristella Polli che sorride stupita scrollando la testa. In poche parole, la Lega non è d’accordo con la riforma, ma non ha nessuno che si sia informato decentemente e ritiene che la scuola, che prepara i nostri ragazzi a un futuro competitivo e pieno di sfide, non sia una priorità.

Lo sono sicuramente le sparate anti immigrati e l’ostinazione nel perseguire “Prima i Nostri”, un’iniziativa ritenuta dalla maggioranza di esperti e parlamentari inapplicabile. È peccato vedere proprio che l’incompetenza si ciba di pregiudizi. Forse se la signora Guscio, membro della commissione scolastica, si fosse chinata meglio sui compitini da fare, avrebbe evitato figuracce come queste.

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