Tempo di libri: ma sarà davvero così?

Reportage da “Tempo di Libri”, fiera del libro che si è svolta a Milano sabato scorso.

Di

Sabato 10 marzo: andiamo a «Tempo di libri». Sempre a Milano ma in una fiera diversa: non più quella nuova e un po’ asettica di Rho di un anno fa ma nella «fiera-fiera», quella tradizionale e un po’ vecchiotta anche chiamata «city», o Pioltello. Il capoluogo lombardo ospita per la seconda volta questa manifestazione e certe cose sembrano cambiate: più calore, più gente e … più preoccupazione. Infatti il fantasma di Torino aleggia più che mai. Ma qui bisognerebbe tornare a capo e procedere ad un riassunto di paginate e paginate. La sfida con il Salone di Torino, dopo uno scontro alle origini (subito il Sindaco Pillitteri voleva portare la fiera sotto la madunina, e si era nel 1987), negli ultimi anni ha trovato nuovi sviluppi. Neanche troppo edificanti per la verità. Meglio evitare di perderci: in sintesi basti qui dire che a Torino una volta c’era la casa editrice più prestigiosa, la Einaudi, e l’apertura verso l’Europa, con la Francia lì a disposizione. Ora il verbo editoriale è a Milano ed il referente più importante è l’America, dunque con necessità di aeroporti… . Quindi ci si chiede se abbia ancora un senso spostarsi a Torino per il «ritrovo annuale». Con diversi interessi in ballo, di campanile ma non solo.

Detto questo eccoci alle stagioni dei doppioni, con dispetti reciproci e minacce non sempre palesi. E presenze-assenze pesanti, all’una o all’altra occasione.

Qui però si racconta di una giornata a Milano. La terza della seconda edizione, quella dedicata alla città. Preceduta dalle giornate dedicate alla scrittura femminile (l’8 marzo), alla ribellione del ’68 (il 9) e precedente l’apertura agli altri linguaggi (libri e immagine, domenica 11) ed al futuro (mondo digitale, lunedì 12).

Una giornata umida, con saloni molto frequentati. Dopo un certo orario, al momento degli eventi (ritrovi in sale o spazi con autori a presentare ultimi libri o idee), ci sono state vere ondate di persone. Vista dall’alto, la mostra è divisa su due piani, si ha un’immagine esaustiva delle persone e degli stand. Quelli enormi (della Einaudi, Feltrinelli … ) e quelli minimi, le piccole case editrici. Che a nostro modo di vedere restano le più interessanti: infatti per le grandi è come entrare in una libreria «normale», per le piccole invece …  Alla ricerca di piccoli tesori siamo stati dai Fratelli Frilli (genovesi, bravi nel pubblicare piccoli grandi noir locali), dalle Emmonds, che dopo esseri buttati con successo negli audiolibri (e ne mantengono un’ egemonia) si sono aperti alla Germania con una serie di gialli specifica (e molto apprezzata). E ancora, e ovviamente, dalla Casagrande di Bellinzona che ha presentato diverse chicche del suo catalogo in grado di rispondere anche ai più esigenti palati italiani (davvero meritorio il lavoro svolto a Bellinzona…).

Ma anche fra i piccoli abbiamo dovuto registrare diverse assenze. E del resto l’acceuil è stato emblematico: un grande stand di Amazon ma … niente E/O. In tantissimi comunque a cercare una nuova Ferrante, da sponda straniera, e ancora di più, sul fronte indigeno, a cercare un editore pronto a pubblicare i nuovi aspiranti scrittori. Scene di ordinaria fiera libraria. In un periodo di limbo, con Torino che incombe (e dispettosamente lancia logo, grafica e programma all’antivigilia di Milano «Un giorno tutto questo» il titolo prescelto, e Roma che, quatta quatta, lancia un «Libri, come» che dal 15 al 18 marzo accoglie un gruppo di firme in grado di non temere avversari (Lansdale, Camilleri, Szalay, Piccolo, Carofiglio, Gimenez-Bartlett ecc… ). Sempre alla ricerca di nuovi lettori, sempre nella spasmodica voglia-necessità di trovare finalmente risposte positive allo stato della lettura, in preoccupante calando. Basteranno queste fiere a rasserenare il tutto ? L’ardua sentenza va lasciata … al futuro prossimo. Solo lui ci dirà se è «Tempo di libri» (Milano), di «Un giorno tutto questo» (Torino) o di «Libri: come felicità» (Roma). L’importante è invertire la rotta.

 

Ti potrebbero interessare: