A Chiasso Tom Drury

Tom Drury è uno dei prestigiosi ospiti di Chiasso/Letteraria, l’interessante manifestazione giunta alla sua tredicesima edizione che quest’anno si terrà dal 2 al 6 maggio, con il tema «Tabù»

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Tom Drury è uno dei prestigiosi ospiti di Chiasso/Letteraria, l’interessante manifestazione giunta alla sua tredicesima edizione che quest’anno si terrà dal 2 al 6 maggio, con il tema «Tabù» (www.chiassoletteraria.ch). Va confessato, non conoscevamo lo scrittore statunitense e l’abbiamo letto in funzione dell’occasione. E del resto servono proprio a questo motivo i festival e le rassegne letterarie, conoscere nuovi autori, mondi.

Tom Drury, americano ma residente a Berlino (insegna scrittura all’università di Lipsia, dopo aver praticato in diversi atenei a stelle e strisce), ha conosciuto un grande successo con la trilogia ambientata a Grouse County, nello Iowa. Un’opera iniziata nel 1994 che ha subito fatto il botto con la pubblicazione a puntate sul New Yorker (ebbene sì, gli americani fanno ancora queste cose, e lo si dice con apprezzamento). In italiano la prima parte è stata edita da NN nel 2017, con il titolo «La fine dei vandalismi», con traduzione di Gianni Pannofino. Diciamolo subito, la narrativa di Drury è speciale. Più che incidere sembra scivolare, mai una volta che induca il lettore a dire «wow» epperò … però questa meraviglia la si esprime, vivendola, alla fine, a volume chiuso. Perché il reticolo di relazioni tra i diversi personaggi (tutti elencati a fine libro, come una volta!, e nessuno che pratichi una lingua diversa dagli altri…) assume un suo senso nel complessivo. Tanti piccoli dettagli che sembrano contrastare paesaggi infiniti e invece li completano. E prime impressioni che vengono subito smentite. Siamo in una delle versioni più raffinate del minimalismo.

Un ottimo libro che ha trovato conferma nel secondo capitolo della trilogia, scritto sei anni dopo, vale a dire nel 2000: «A caccia di sogni». Di primo acchito il cambiamento è brutale: non più stagioni che si susseguono in sterminati spazi ma foto di famiglia (già conosciuta… e non si tratta di Dan e Louise, i veri protagonisti della prima parte!) in un unico week end.

Eppure l’anima di Drury è sempre quella, fascinosa e ammaliante, capace di intrufolarsi nella profondità degli animi senza mai lasciarsi sfuggire un commento o giudizio. La sua scrittura lascia sempre il segno, sembra quasi fusa con una visione e percezione di vera compassione («patire con»), anche di fronte a fatti oggettivamente duri. I sedici capitoli portano il titolo dei quattro personaggi. Per dirla con Luca Briasco, forse il più grande conoscitore di letteratura americana, «Vite banali eppure luminose, capaci di accensioni ed epifanie che lasciano stupiti e turbati». Un libro che apre la trepida attesa del terzo capitolo della trilogia, immaginiamo di prossima pubblicazione, e comunque già annunciato. A Chiasso una circostanza da non lasciarsi sfuggire, sabato prossimo alle 15,15. Perché, valore aggiunto, sarà presentato da Fabio Zucchella, grande traduttore e conoscitore sottile di tante cose letterarie.

«La fine dei vandalismi» , di Tom Drury, 1994, tr. Gianni Pannofino, NNeditore, 2017, pag. 392, Euro 19,00.

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