Bertoli: Quadri, ti spiego io

Manuele Bertoli non ci sta e rispedisce al mittente le esternazioni di Quadri sul Mattino della Domenica che, terminata la No Billag, sembra avere individuato ne “La scuola che verrà” il nuovo nemico da combattere.

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Manuele Bertoli non ci sta e rispedisce al mittente le esternazioni di Quadri sul Mattino della Domenica che, terminata la No Billag, sembra avere individuato ne “La scuola che verrà” il nuovo nemico da combattere. Bertoli, senza peli sulla lingua, mazzuola Quadri, ribaltando le sue dichiarazioni, prove alla mano:

“…I docenti a larga maggioranza non condividono la riforma “La scuola che verrà”, dice Lorenzo Quadri, idem i direttori degli istituti scolastici, idem i genitori. Ma io ho per le mani tre prese di posizione di qualche tempo fa che dicono il contrario, una del collegio dei direttori, una della conferenza dei genitori e una del forum delle associazioni magistrali.”

Per la serie: o sono scemo io o tu racconti balle. Lorenzo Quadri, poi, va avanti sul suo giornale sparando a tutti e tutto: i partiti e i deputati che hanno sostenuto la sperimentazione sono dei babbei e avanti di questo passo. Poi si lancia a sostenere la tesi della valutazione finale, che, secondo lui, sarebbe già scontata. Bertoli, anche qui risponde:

“…Il rapporto di valutazione della sperimentazione sarà farlocco, dice Quadri. Ma se non è ancora stato deciso a chi affidarlo (e men che meno sarà un istituto ticinese), come fa a sapere che risultato avrà?”

E ancora, a Quadri che si lamenta dei presunti costi aggiuntivi ( che non si ha idea da dove spunterebbero) per adattare architettonicamente le elementari, Bertoli spiega:

“… Secondo il Mattino ci saranno costi nascosti per le scuole comunali, anche a livello di edilizia scolastica, a causa dei laboratori e delle lezioni a classi dimezzate. Forme di laboratorio alle scuole comunali già ci sono e ce ne saranno di più in futuro, ma non implicano cambiamenti edilizi o logistici.”

D’altronde da Quadri non ci si è mai aspettati onestà intellettuale. Non ci si aspetta un vero e sano confronto politico, ma come al solito mucchi di fango per intorbidire le acque. E a questo riguardo è evocativo il titolo del referendum, che più truffaldino non si può: “ No allo smantellamento della scuola pubblica ticinese”. Domandiamoci dov’è lo smantellamento, quando si spendono due milioni l’anno per una sperimentazione che vuole migliorare una scuola ferma da trent’anni.

La stoccata finale di Bertoli è, e scusateci il gioco di parole, magistrale, dove ricorda che anche alcuni leghisti hanno sostenuto la riforma in Parlamento:

“Ecco perché penso che Quadri sia stato male informato e me ne dispiace. Però sono a disposizione, quando ha un attimo di tempo (so che è molto occupato), per spiegargli bene sia il progetto che la sperimentazione, magari assieme a qualcuno dei leghisti che in Gran Consiglio il credito l’ha votato.”

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