Genitori e scuola, legnate all’UDC

“La scuola che verrà” incassa il sostegno del gruppo genitori che l’ha seguita e costruita insieme al DECS e che attacca i referendari dell’UDC

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Tutti sappiamo che è in atto la raccolta firme per il referendum degli avversi a “La scuola che verrà”, il progetto di riforma del DECS guidato da Manuele Bertoli. Il referendum riuscirà ovviamente, anche perché Siccardi, la cassaforte dell’UDC, come al solito ha pubblicato gli annunci per reclutare i raccoglitori di firme (vedi allegato), facendo un’operazione che di per sè non è illegale ma è perlomeno discutibile eticamente.

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Parlare di civica e di scuola e poi pagare chi raccoglie firme, addirittura con raccoglitori che danno false informazioni (leggi qui), è un atteggiamento che della civica e della partecipazione popolare fa strame.

Ma la cosa che fa specie, è la battaglia che di nuovo, e sta anche un po’ stufando, si appresta a contrapporre due schieramenti come per la questione No Billag. Una campagna elettorale continua il cui scopo non è migliorare la società in cui viviamo, ma creare continui tafferugli e provocazioni.

La riforma, però, è un esperimento, e logica vorrebbe che l’esperimento sia effettuato e se ne traggano poi le conclusioni, come si fa ovunque. Le esternazioni odierne sono più un attacco al ministro socialista che alla riforma vera e propria, visto che nessuno dei detrattori ha i parametri per decidere se la riforma sarà o no di successo.

Inoltre l’obiettività sul giudizio finale sarà garantita da un’università di oltre Gottardo, e non dalla Supsi come insinuano alcuni.

Intanto la riforma incassa il sostegno del gruppo genitori che l’ha seguita e costruita insieme al DECS. Sul Giornale del Popolo di oggi, troviamo la loro presa di posizione, di cui riportiamo alcuni stralci:

“…I tempi e le risorse impiegate per dar forma a questo progetto parlano di un modello tutt’altro che sperimentale: la SCV favorisce i cambiamenti auspicati, primo fra tutti quello di orientarsi verso una scuola equa dove a essere valorizzate sono le caratteristiche individuali degli studenti. Abbiamo quindi accolto con grande entusiasmo la decisione del Gran Consiglio di accordare il credito a favore della SCV. (…).”

Il gruppo genitori non si nasconde dietro un dito, accusando i promotori del referendum di aver voluto trovare un altro palcoscenico di visibilità dopo aver perso la votazione in parlamento, dove i deputati a maggioranza avevano sostenuto il credito alla riforma. I genitori si soffermano soprattutto sui livelli, invisi a moltissimi, livelli che creano difficoltà e ansie. Livelli che alla fine hanno creato un’emarginazione sempre più marcata di chi accede solo ai corsi B. Vengono lodate inoltre le possibilità di atelier e laboratori con classi dimezzate per segiuire meglio i ragazzi. L’articolo termina con un’ulteriore legnata all’UDC:

“…Il partito promotore del referendum ha criticato la riforma scolastica con argomentazioni populiste già utilizzate in altre campagne referendarie poco trasparenti. Ma ciò che è più preoccupante è la loro controproposta: talmente distante dalle esigenze attuali che è stata subito accantonata. (…)”

E invita a sostenere la riforma e a non firmare il referendum di UDC e Lega:

“…Chiediamo inoltre ai genitori, giovani, docenti, datori di lavoro, direzione di enti formativi, scuole medie, università, scuole professionali, rappresentanti di categorie professionali e sindacati di attivarsi e di testimoniare il proprio sostegno alla Scuola che verrà inoltrando una mail a: favorevole.scv@gmail.com

(entro il 25 aprile 2018).

Insomma, chi s’illudeva di riposarsi dopo la mattanza dell’iniziativa No Billag si troverà deluso. Le forze liberiste e di destra stanno già preparando un nuovo assalto alla diligenza, solo che su questa diligenza ci sono i nostri figli e il loro futuro.

 

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