Il cuore dei ticinesi è un’arma

Il normale avvicendamento, secondo accordi contrattuali di venti anni fa, e cioè il passaggio del nosocomio sotto l’egida dell’EOC, sta diventando la solita battaglia campale con motivazioni assurde che ci fa ripiombare in un attimo nella mattanza avviata da No Billag.

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È un peccato tornare a parlare di Cardiocentro. Il normale avvicendamento, secondo accordi contrattuali di venti anni fa, e cioè il passaggio del nosocomio sotto l’egida dell’EOC, sta diventando la solita battaglia campale con motivazioni assurde che ci fa ripiombare in un attimo nella mattanza avviata da No Billag.

Una campagna elettorale permanente dove, non nascondiamoci dietro un dito, da una parte c’è una destra liberista che sostiene e promuove sempre il settore privato, dall’altra una congrua fetta di società civile, non solo di sinistra, che difende e promuove il settore pubblico.

Stavolta c’è Moccetti, il cavaliere bianco che salva i cuori dei ticinesi e dall’altra l’orrida idra pubblica che, perlomeno secondo le teorie dei soci di Moccetti, vuole distruggere quanto il Moccetti stesso e i suoi amici hanno creato negli anni.

Ora ci si è messo anche Giorgio Pellanda, direttore dell’EOC, che si ribella a questo sistema terroristico dove il pubblico è sempre dipinto come il peggior ricettacolo di orrori. Pellanda lacera quel velo di obbligata correttezza rispondendo per le rime. Citiamo da un’intervista su TIO a Giorgio Pellanda di Stefano Pianca:

“Penso che, citando Fantozzi, questa sia una boiata pazzesca. Lo scriva pure. Si vorrebbe inserire (…) una sorta di consiglio di fondazione sotto il consiglio di amministrazione del Cardiocentro. Non abbiamo bisogno per garantire l’autonomia di un consiglio di fondazione. Serve invece un consiglio di direzione operativo, ma fortissimo, formato dai medici stessi che vanno a dirigere questo Cardiocentro. Con il nostro modello, che è quello dello Iosi, noi abbiamo garantito questa autonomia, che è un’autonomia clinica, gestionale. Evidentemente non può essere un’autonomia finanziaria, perché se sono inquadrati nell’Ente devono rispondere al quadro che è dato dalla legge sull’Ente, che beneficia anche della garanzia finanziaria dello Stato.”

Eccoci, attenzione, è in quell’ultima frasetta di Pellanda che capiamo bene il gioco. Ricapitoliamo, l’EOC garantisce (!) a Moccetti e ai medici suoi colleghi la totale autonomia clinica e gestionale, praticamente gli dice: portate tutto avanti come avete fatto finora, a noi va bene. Poi però c’è quella clausola, logica se l’ospedale è pubblico, sulla gestione finanziaria:

“Evidentemente non può essere un’autonomia finanziaria, perché se sono inquadrati nell’Ente devono rispondere al quadro che è dato dalla legge…”

È lo Stato a garantire l’autonomia finanziaria, come ha garantito a Moccetti i milioni per partire . Ma ora gli “amici” del Cardiocentro non ci stanno e fanno quadrato attorno al medico e ai suoi accoliti per un semplice motivo, da domani sarà l’EOC a gestire i soldi. Ed è questo che Moccetti e amici del cuore non vogliono.

Questi medici salvano vite, verissimo, lo fanno anche quelli del San Giovanni o del Civico, lo fanno quelli dello Iosi o del Beata Vergine, tutti in mani pubbliche. Noi ticinesi, anni fa, abbiamo aiutato Moccetti a partire, ma gli accordi erano che poi il Cardiocentro sarebbe confluito nell’ente ospedaliero. Moccetti rimane lì al suo posto, nessuno lo caccia e nessuno gli toglie competenze o diritti, mal si capisce perciò, oppure si capisce benissimo, il perché di questa levata di scudi.

 

Signori, è come per la religione, dietro a Dio e alle guerre ci sono solo soldi e potere. Al cardiocentro è la stessa cosa. Il cuore dei ticinesi è un’arma subdola per raccogliere consensi, dietro c’è solo la paura di non avere piu voce in capitolo su come gestire i dindi.  

Scrivevamo ncora l’anno scorso, prima ancora che scoppiasse questo questo casino:

 

“ (…)Prima di tutto, e per chiarire, ricordiamo che il Cardicentro è parte della realtà ospedaliera ticinese. Per vicissitudini varie, questa offerta specialistica del sistema ospedaliero è nata con una forma autonoma e privata, pesantemente sostenuta però da soldi pubblici. Ai tempi della sua costruzione, Moccetti naturalmente spergiurò che non un franco dei ticinesi sarebbe servito per finanziarlo, salvo poi cuccarsi i milioni dal Cantone per non lasciare l’opera a metà. Gli fu fornito il terreno, il piano regolatore fu modificato a beneficio della costruzione e il nosocomio fu inserito nella pianificazione ospedaliera.” (leggi qui)

 

Fate le vostre considerazioni e traetene le conclusioni. Qui il cuore proprio non c’entra. C’entra un altro organo che si trova all’esterno del corpo, il portafoglio.

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