Il sacrificio di Rachid

Rachid è marocchino e vende accendini; è arrivato a 11 anni dal Marocco, per trovare lavoro e scappare dalla miseria. Storia classica, che noia, la solita tirata del povero immigrato. Mica tanto. Rachid si è appena laureato al Politecnico di Torino come ingegnere.

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Rachid è marocchino e vende accendini. Bella novità eh? Ma vende anche collanine e altre carabattole, quelle che siamo abituati a vedere in ogni mercatino o sulle spiagge.

Da vent’anni, Rachid dalla faccia tonda e il sorriso grande, si fa mandare al diavolo da gente che non vuole comprare le sue cose, perché, diciamolo, i vu cumprà delle volte sono una seccatura.

Ma lui ha solo quello, il suo valigino di carabattole, le sue collanine e gli accendini. Rachid è arrivato a 11 anni dal Marocco, per trovare lavoro e scappare dalla miseria. Storia classica, che noia, la solita tirata del povero immigrato.

Mica tanto.

Rachid si è appena laureato al Politecnico di Torino come ingegnere. E Ingegneria non è proprio una delle facoltà più semplici.

Rachid dalla faccia tonda vendeva gli accendini di giorno e studiava di notte, come in quei film strappalacrime, eppure lui sorride, con la corona d’alloro sulla testa.

Vent’anni nella Torino che dice di amare nonostante tutto, vent’anni con le sue carabattole al seguito e le giornate lunghe in quel Nord tanto diverso anche solo dalle montagne dell’Atlante.

Eppure lui sorride.

Questa non è una storia per dire quanto belli e buoni siano gli immigrati. Questa è una storia cazzuta, di uno che si è messo sotto, ha piegato la schiena, non ha mollato un attimo. È la storia che vorremmo fosse quella nostra e dei nostri figli. Di gente che alla mattina si sveglia arrabbiata ma col sorriso, gente affamata di vita, gente che non molla un attimo. E quando ci lamentiamo, vediamo i problemi più grandi di quello che sono in realtà, quando ci perdiamo in inezie e ci sentiamo stanchi…pensiamo a Rachid e alla sua volontà di ferro.

Ora Rachid magari tornerà in Marocco, con la sua laurea, magari disegnerà ponti e dighe, fatti di cemento e pieni di ferro, proprio come lui. Avrà ancora difficoltà, la strada per quelli come lui è sempre in salita, ma di una cosa siamo certi, Rachid sorriderà.

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