La guerra alla plastica non fa prigionieri

La guerra alla plastica è cominciata. Sarà una guerra incerta

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La guerra alla plastica è cominciata. Sarà una guerra incerta, il nemico, alimentato da noi stessi, ha guadagnato posizioni, ha conquistato terre e mari, non ha pietà di noi, s’infiltra ridotto in microscopiche armate nei nostri apparati digestivi. Conquista le coste e le spiagge, lasciando desolate scie di cadaveri polimerici ad asciugare al sole.

Però forse, adesso, abbiamo deciso di reagire. Il nostro Braveheart è la paura.

La paura di scoprire, da torpidi inquinatori quali siamo, che la famosa isola in mezzo al Pacifico, quella composta da miliardi di miliardi di pezzi di plastica, è ancora più grande di quanto s’immaginava. Proporzioni idiote e assurde, indegne dell’essere umano,

Il vortice di spazzatura del Pacifico, grande ormai come tre volte la Francia, è un monumento di plastica ai limiti dell’idiozia umana, un segnale di quanto autodistruttivo possa essere la noncuranza di noi antropoidi. 80’000 tonnellate di rifiuti di plastica galleggianti. Una massa informe trasportata dalle correnti tra le Hawaii e la California: tappi, bottiglie, reti, sacchetti di plastica, polietilene e polipropilene. Quasi due milioni di metri quadri di tappeto plastico, quasi quaranta volte la Svizzera.

Che ci siamo presi paura fa bene. Grazie alle associazioni ambientaliste, a una politica che sembra essersi timidamente svegliata, l’aria sta cambiando. Solo un anno fa, Migros e Coop mettevano i sacchetti dei generi alimentari a pagamento, il loro numero è così diminuito in poco tempo dell’80%, mentre l’Italia li ha banditi da tempo. Ieri l’Inghilterra ha messo al bando cannucce e cotton fioc di plastica. Sembrano quisquilie ma sono segnali. A Lugano, nel 2015, il primo negozio in Ticino senza imballaggi, in Italia a Bolzano nel 2016. In questi giorni, la prima azione per sensibilizzare sul tema, di fronte alla Migros di Lugano.

Timidi tentativi di sovvertire un trend che rischia di seppellirci. Perché un isola di plastica nel Pacifico è un nemico subdolo, non lo vediamo, non lo sentiamo, è come l’inquinamento nel Mendrisiotto…ecco.

Te ne accorgi quando è troppo tardi. Ecco perché bisogna, anche da noi, reagire per tempo, con forza, intelligenza e coraggio, senza nascondersi dietro a un dito. La nostra salute non vale la comodità di un sacchettino o il divertimento di un rally. La nostra salute, la nostra vita, il nostro vivere, deve essere sopra tutto.

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