La riforma giocata sullo 0,1%

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Una certezza di questa votazione sulla riforma fiscale è la bassa affluenza alle urne. In un Paese come il nostro, in overdose di democrazia diretta, le questioni che toccano meno la pancia pagano lo scotto di un interesse tiepido, come per questa riforma fiscale.

Usciti dalla buriana di No Billag che aveva smosso anche i cadaveri, in una specie di battaglia epocale tra il bene e il male, questa riforma, seppur molto sentita nelle frange dei sostenitori o dei detrattori, è invece stata snobbata dal “popolo”, quello che per l’ideologia politica ha ben poco interesse.

Questa bassa affluenza, ha sicuramente favorito i No, anche se escono sconfitti. Una sconfitta bruciante e amara visto che i Sì si assestano al 50,1% contro il 49,9%. Un Ticino spaccato esce dalle urne, a riprova di quanto sia in realtà combattuta e lacerante questa maniera di fare politica del ministro delle finanze.

Nonostante la sconfitta dei No, Christian Vitta non può certo gioire, il segnale è forte e se si guarda il voto nei Comuni, è solo il Luganese e parte del Mendrisiotto che sono stati più decisi verso il Sì e hanno fatto così pesare la loro forza numerica. La divisione tra Bellinzonese, Locarnese e Luganese oggi si fa ancora più sottilmente definita, negli interessi, nel modo di vedere le politiche fiscali e finanziarie, nella maniera di intendere lo sviluppo e le priorità.

La vocazione di destra della città sul Ceresio, soprattutto in materia finanziaria, si fa sentire e sposta di quello 0,1% la bilancia nel campo del Sì. Bellinzona, la capitale, si smarca ancora una volta, dando l’impressione di avere una via ben definita e segnata nella gestione della cosa pubblica, via che se non antitetica è decisamente diversa da quella del grande polo sottocenerino.

Certoche le percentuali di voto sono state ridicole, come ad Acquarossa, per esempio, dove solo il 22% dei votanti ha esercitato il proprio diritto o Cadenazzo dove si si è mosso solo un cittadino su quattro.

Se non stupisce il 70% di consensi alla riforma di Collina d’Oro, è divertente il 100 per cento di No a Corippo, dove i due unici votanti si sono espressi contro la riforma.

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