Le cifre nere di Vitta

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Si, cifre nere. 80 milioni in più a consuntivo per il Canton Ticino. Che bello, facciamo festa! È bello vedere il sorriso sul faccino di Vitta quando gongola per il suo tesoretto.

Un tesoretto amaro, perché fatto in buona parte sulla pelle dei meno abbienti: sono infatti 50 i milioni che sono venuti a mancare per persone in difficoltà e famiglie (ricordiamo solo recentemente i tagli agli assegni AFI API per i figli).

Non ci si rifili la solita tiritera degli utili eccezionali, è vero solo in parte. Vitta è in nero per tre motivi principalmente: i tagli sul sociale, le maggiori entrate fiscali , entrate che sono arrivate grazie al ricorso socialista (leggi qui), e i soldoni della banca nazionale.

Dobbiamo ridirlo? Dobbiamo usare l’esempio di Lucerna? In braghe di tela dopo avere abbassato l’imposizione fiscale alle aziende? Beh, le aziende non sono arrivate e il buco lo pagano i dipendenti pubblici e i servizi tagliati.

In Ticino arrivano, certo. Aziende che però creano un’economia anomala e malata. Ci vengono a dire che il Pil è aumentato, che sono aumentati anche i posti di lavoro! Peccato che il PIL non racconta niente, possiamo usare la solita metafora: se tu hai tre polli e io uno, di media ne abbiamo due, ma io rimango con un pollo solo. Questo è il PIL.

E i posti di lavoro aumentati? Certo, sono quasi tutti frontalieri, assunti da quelle ditte che beneficiano degli sgravi di Vitta. Aziende il cui scopo è ottimalizzare al massimo i costi, pagando meno imposte e pagando stipendi indecorosi alla manodopera.

Pagano le tasse? Certo, ma noi cosa facciamo poi, mangiamo con le cifre nere del Cantone? Quello che sta facendo Vitta è proseguire la solita politica neoliberista, politica che praticamente ovunque mostra le sue pecche. Lo abbiamo visto nel Ticino della Masoni, con 200 e rotti milioni di perdite fiscali, lo abbiamo visto a Lucerna, lo abbiamo visto a Zugo, dove recentemente è stato aumentato il moltiplicatore e tagliati dei posti nella pubblica amministrazione (leggi qui).

Dov’è, Vitta, il vantaggio per noi? Dov’è l’economia vera, quella sana che crea know how, che dà salari decenti, che intesse nel territorio delle opportunità? Per cosa hai barattato quei capannoni brianzoli pieni di poveracci frontalieri? Ma soprattutto quando capiranno i ticinesi che quello degli sgravi continui è un gioco al massacro?

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