Lucerna? Un disastro per gli sgravi

Sette anni fa, il Canton Lucerna ha dimezzato le tasse per le aziende, puntando a diventare il Cantone più competitivo a livello svizzero e uno dei meno cari in Europa. Qualcosa però non ha funzionato

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Sette anni fa, il Canton Lucerna ha dimezzato le tasse per le aziende , un’operazione che alla luce dei fatti di oggi, dove anche Zugo è stato costretto a tirare i remi in barca (leggi qui), è risultata perlomeno azzardata. Lucerna, con quell’operazione, voleva diventare il Cantone più competitivo a livello svizzero e uno dei meno cari in Europa. Qualcosa però non ha funzionato. A tal proposito abbiamo sentito Urban Sager, granconsigliere lucernese per il PS, Urban, cosa è successo in realtà?

Purtroppo la previsione del nostro Ministro delle Finanze, Marcel Schwerzmann (indipendente) non si è avverata. Secondo lui, grazie al dimezzamento delle imposte alle imprese queste ultime avrebbero dovuto insediarsi in massa, così che le entrate avrebbero dovuto superare al più presto il livello del 2011, l’anno della riforma. Nel 2011 le entrate fiscali delle imprese ammontavano a 133.5 Mio. L’anno dopo sono diminuite di 39.4 Mio. In seguito sono salite per precipitare però nel 2015. Il livello delle entrate non ha tuttora raggiunto quello del 2011.
Complessivamente, la riforma ha generato negli ultimi sei anni un deficit di 168 Mio. A questo si aggiungono perdite in seguito alle minori entrate dalla perequazione finanziaria (NFA): Visto che più imprese si sono insediate nel Cantone Lucerna (senza però pagare imposte), il ‘potenziale risorse’ è aumentato e di conseguenza le entrate dalla perequazione sono diminuite sensibilmente (complessivamente di 180 Mio. negli ultimi quattro anni).

Quanto è costata al Cantone, sia in termini pratici che psicologici, questa operazione di defiscalizzazione?

Questa mossa finanziaria ha regalato al Canton Lucerna parecchi titoli negativi sui media, per esempio per aver imposto una settimana di vacanze non retribuita ai ginnasi e alle scuole professionali o per aver richiesto indietro i sussidi per le casse malati erogati alle famiglie l’ anno precedente.

Schwerzmann, capo delle finanze, ritiene vincente comunque la sua strategia, ostinazione o lungimiranza? L’operazione ha creato posti di lavoro? Ha migliorato le finanze?

Senza dubbio si può definire ostinazione. Sono passati sette anni e il successo pronosticato non si è avverato. La situazione finanziaria del Cantone è notevolmente peggiorata. Un pacchetto di misure di risparmio segue l’altro. Complessivamente, negli ultimi 5 anni lo Stato ha tagliato spese per circa 500 milioni di franchi, soprattutto in ambito sociale, scolastico, culturale e nelle spese per il personale.
Malgrado Schwerzmann affermi che la sua strategia abbia portato nuove imprese, i risultati non si vedono. La crescita economica del Canton Lucerna non è stata più significativa che negli altri Cantoni.

Quali aziende, in realtà, sono state attratte come falene da questo specchietto per le allodole?

Grandi imprese con tanti posti di lavoro decisamente non ne sono arrivate. Bisogna però anche dire che per queste grandi imprese il Cantone non offre le infrastrutture necessarie.
Sono arrivate soprattutto tante “società bucalettere”, società molto mobili che non generano posti di lavoro e che possono spostarsi senza problemi appena scovano da un’altra parte imposte più basse.
In compenso, grazie anche a tutte queste società, sono aumentati i reati economici, cosa che ha costretto il Tribunale Cantonale a creare una nuova sezione per delitti economici in modo da combattere efficacemente questi reati. Ciò evidentemente pone il problema di ulteriori uscite che vanno a sommarsi a tutte le altre.

I comuni del Lucernese però sembrano prosperare, come si traduce questo divario tra Cantone e Comuni?

I pacchetti di risparmio degli ultimi anni hanno avuto effetti positivi anche nei comuni, dovendo anch’essi contribuire alle uscite. I costi della riforma fiscale sono andati solo a scapito del Cantone, non dei Comuni (per esempio le mancate entrate dalla perequazione finanziaria).
I Comuni sono fortemente rappresentati in Gran Consiglio (circa un terzo dei parlamentari fa parte di un esecutivo comunale). Uno spostamento dei costi dal Cantone ai Comuni è perciò praticamente impossibile.

La guida del Cantone è in mano borghese, quella della città di Lucerna è invece gestita da socialisti e Verdi, quali sono le differenze che saltano subito all’occhio?

Il Municipio di Lucerna è composto da 1 PS, 1 Verde, 1 Verde Liberale, 1 PPD e 1 PLR. Anche in Consiglio comunale il PS e i Verdi raggiungono la maggioranza solo con i Verdi Liberali. Non si può dunque parlare di una dominanza rosso-verde, anche se in molti settori possono venir raggiunte più facilmente maggioranze per temi di sinistra.
Interessanti sono le opinioni divergenti riguardo alla strategia fiscale: questa viene messa in discussione già da tempo sia dal Municipio, sia dal Consiglio comunale della Città di Lucerna. Anche tutti i pacchetti di risparmio, soprattutto in ambito della formazione, della cultura e dei sussidi per le casse malati vengono criticati aspramente dalla Città che, dove possibile, cerca di ammortizzare i tagli nelle uscite, per esempio aumentando i contributi a centri culturali o concedendo ai docenti ore supplementari per l’ introduzione del nuovo Programma Scolastico 21, cosa che sarebbe di competenza del Cantone.

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