Malanni e accidenti delle casse malati

Siamo alla follia pura. L’idea e la proposta di Philomena Colatrella, direttrice della cassa malati CSS, ricorda più una di quelle piazzate da sceneggiata napoletana alla Filomena Marturano che una proposta seria e percorribile.

Di

Siamo alla follia pura. L’idea e la proposta di Philomena Colatrella, direttrice della cassa malati CSS, ricorda più una di quelle piazzate da sceneggiata napoletana alla Filomena Marturano che una proposta seria e percorribile. Ma evidentemente questo è ciò che passa il convento. Prima di morire per una rara forma di tumore maligno al pancreas, agli studenti dell’Università di Stanford, Steve Jobs disse “Siate affamati. Siate folli.” Sì, folli, ma fino a un certo punto. Perché con la malattia e – di sponda – con la sanità non si gioca. Né d’azzardo e neppure a bigliardo. Anche perché stando a quel che dice il vocabolario la follia è uno stato d’alienazione mentale determinato dall’abbandono di ogni criterio di giudizio.

Ma non solo. Perché voler passare da 300 a 5’000 o addirittura a 10’000 franchi di franchigia minima significa voler far saltare il banco. Ammettendo che l’unica soluzione percorribile è quella del “ognuno per sé e Dio per tutti”. Sempre che qualcuno, bontà sua, ci creda davvero alla divina provvidenza. Ma visto l’altro tasso di scettici in circolazione ecco che forse una ridistribuzione terrena di oneri e onori sarebbe il minimo. Un minimo dignitoso garantito. E invece no. C’è gente senza vergogna e senza alcun rispetto che continua a battere cassa e a fare di una maxi-franchigia una maxi-tangente al principio di solidarietà.

Le modine piazzate dalla signora Colatrella sono state sistemate ad arte per abbattere il vecchio sistema e costruirne uno nuovo di zecca nel quale, se t’ammali, francamente sono affaracci tuoi. Giusto per non parlare di colpa, anche se è esattamente quello il senso. Anche se le colpe, qui, sono soprattutto di chi ha finora gestito in malafede una gallina dalle uova d’oro senza rendersi conto dell’indigesta frittata da Guinness dei primati che nel frattempo si stata friggendo a fuoco lento. Perché questa storia sembra tanto quella del bue che dice cornuto all’asino. Con un sistema, quello delle casse malati in primis, totalmente incapace di far fronte e di contenere i costi della salute. A dimostrarlo in maniera vergognosa l’aumento inarrestabile dei premi registrato negli ultimi vent’anni. Un aumento pari al 4% annuo, tanto che uno studio di qualche mese fa del Credit Suisse (non certo un ente caritatevole) prevedeva, andando di questo passo, un possibile raddoppio nel giro dei prossimi vent’anni. Una follia che urla vendetta e chiama in causa tanto la politica quanto ognuno di noi. Perché di fronte allo schifo di una morte annunciata è quantomeno intollerabile che la Philomena di turno se ne esca con mitragliate come questa. Non certo sparate a caso. Ma, evidentemente, la concretezza e il buonsenso non son di questo mondo.

Ti potrebbero interessare: