Plein, c’era chi lo difendeva

Le testimonianze si affastellano. Un turnover di personale impressionante, vicino all’80%, nessun orario di lavoro era impossibile, nessuna retribuzione degli straordinari.

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C’era chi lo difendeva. C’era chi additava i sindacati e l’Ufficio del Lavoro come dei retrogradi sinistroidi, pronti a rompere le scatole a gente in gamba che faceva impresa e produceva ricchezza.

Marco Borradori ricevette anche, per la sua accondiscendenza nei confronti di Philipp Plein, perché di lui stiamo parlando, 200 rose bianche di ringraziamento.

Le cose si definiscono, immagini sfocate e confuse si mettono a fuoco. Il Creso della moda, quello che nelle sue sfilate fa rombare dei monster truck dorati (non è una balla) trattava i dipendenti come pezze da piedi. Le testimonianze si affastellano. Un turnover di personale impressionante, vicino all’80%, nessun orario di lavoro era impossibile, nessuna retribuzione degli straordinari.

Gente che ha lavorato in altre case di moda ha detto che Plein era tra i peggiori. Leggiamo dal sito Informazione Politica Ticino:

“Si scoprono alcuni dettagli sui salari alla Philipp Plein: 3’333 franchi lordi all’inizio per un manager, che diventano poi 3’750 lordi. Se pagano così un manager, quanto pagano un dipendente, un designer o un impiegato d’ufficio?”

Vengono i brividi a sentire i racconti e immaginare gli stipendi dei ruoli subordinati in quell’azienda. Vengono i brividi a pensare di quanto siamo disposti a svenderci per avere qualche milione di tasse da gente del genere. Non ci interessa? Noi non lavoriamo lì? No, quasi tutti frontalieri in quella valle della moda tanto amata dall’ex ministra Masoni, un mondo di squali che a parte le tasse, da noi non porta assolutamente nulla, né lavoro, né conoscenza o opportunità. Solo lavoro al limite dello schiavismo.

Un’altra testata online, Ticinolibero, raccoglie una testimonianza che ha dell’assurdo:

“Durante una riunione ci disse che chi non avesse sistemato la sua scrivania (inteso come pc e basta quindi nessun effetto personale visibile) si sarebbe trovato una lettera di licenziamento il giorno dopo”, aggiunge. “Quando Plein era in azienda la gente aveva paura, ci sono state persone licenziate in tronco e altre che sono state licenziate perché non erano presenti ad una riunione lastminute dopo l’orario di lavoro, in quanto gli stessi hanno magari famiglia e/o impegni già prefissati”.

E c’era chi lo difendeva.

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