Plein, la legge vale anche per te

Oggi è il Partito Socialista che, lancia in resta, non ci sta a fare le sviolinate a Plein come certi ricconi liberisti e i loro lacchè e chiede al Governo lumi sulle condizioni di lavoro presso la premiata ditta Plein.

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Vi ricordate l’amore di Borradori? Ma sì, quello delle 200 rose bianche? No?

Ma si, dai, Philipp Plein, lo stilista, quello che vende le giacchine di coccodrillo a poco meno di 100’000 dollari l’una! …Ecco, quello lì.

Erano già venute fuori, dopo una denuncia di sindacati e Ufficio del lavoro, valanghe di testimonianze su orari notturni e straordinari non pagati (leggi qui), sulle riunioni fino all’alba e sui ritmi folli a cui erano sottoposti i collaboratori nonché sull’arroganza del piccolo despota della Fashion Valley luganese. Ne avevamo parlato diffusamente (leggi qui) poco tempo fa in un paio di articoli.

Oggi è il Partito Socialista che, lancia in resta, non ci sta a fare le sviolinate a Plein come certi ricconi liberisti e i loro lacchè e chiede al Governo lumi sulle condizioni di lavoro presso la premiata ditta Plein. Il PS ricorda che anche lo stilista tedesco deve sottostare alle leggi sul lavoro dello Stato del Canton Ticino e non gode, come molti vorrebbero, di una specie di licenza di uccidere modaiola.

Ivo Durisch, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare, chiede al governo:

La Philipp Plein ha fatto sapere di aver creato 140 posti di lavoro a Lugano. Quanti sono i posti di lavoro (ETP) a Lugano e quanti di questi dipendenti lavorano effettivamente in Ticino?

Quale è la percentuale di stagisti sul totale dei posti di lavoro?

La Philipp Plein ha inoltre affermato di realizzare un fatturato di 300 milioni di franchi. Quale è effettivamente la parte di utile generata a Lugano? Come varierà l’imponibile dell’impresa di moda una volta entrati in vigore gli standard BEPS che impongono alle imprese di pagare le imposte nei Paesi dove creano valore aggiunto?

Quando gli ispettori del lavoro si presentano per un controllo, l’azienda può rifiutarsi di farli entrare? La Philipp Plein si è rifiutata di lasciare effettuare controlli?

Quali e quanti controlli sono stati effettuati in questi anni dall’Ispettorato del lavoro nel settore della Moda in Ticino? Sono emersi abusi e di che genere?

Come è possibile per gli ispettori controllare il rispetto dei tempi di riposo e dei giorni festivi se le riunioni a cui devono partecipare i dipendenti avvengono all’estero?

Quanti sono i posti di lavoro nel design della moda presenti in Ticino e quali sono le retribuzioni d’uso in questo settore?

Come sono regolati gli stage nel settore della moda, in particolare per quanto riguarda il designer?

Il sindaco di Lugano Marco Borradori e il vicesindaco Michele Bertini si sono offerti di fare da intermediario per “flessibilizzare” le disposizioni in materia di protezione dei lavoratori. Il Consiglio di Stato ritiene che questa sia la soluzione più adeguata o sarebbe meglio favorire il partenariato sociale e introdurre un Contratto collettivo di lavoro nel settore?

Dal Registro di commercio risulta che il Sig. Plein ha trasferito il domicilio a Lugano nel maggio del 2017. Avendo diverse proprietà nel mondo intero, il Sig. Plein beneficia della tassazione a forfait riservata ai globalisti?

Domande interessanti alle quali il governo, come da prassi, dovrebbe rispondere in sei mesi. Noi aspettiamo fiduciosi.

 

Link 1

Link 2

http://gas.social/2018/03/lo-stilista-philippe-plein-dair/

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