Trump trema ancora

“Immorale, prepotente, e non legato in alcun modo alla verità”. Queste le amorevoli parole che James Comey, ex direttore dell’FBI, ha avuto per il presidente nel suo libro

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L’ex capo dell’FBi, uno degli eccellenti silurati da Trump, uno delle decine (ormai) di collaboratori che sono stati defenestrati o hanno dimissionato per disperazione, passa all’attacco.

Se qualcuno, ne cito uno a caso, Giorgio Ghiringhelli, mantenesse ancora fiducia nell’uomo dal volpino in testa, lo farebbe in palese malafede. Donald Trump è ormai indifendibile: come presidente, come uomo, come leader e come politico. Addirittura Marcello Foa, suo grande estimatore, lo aveva scaricato un anno fa, tradito e disilluso già a pochi mesi dall’insediamento (leggi qui)

“immorale, prepotente, e non legato in alcun modo alla verità”

Queste le amorevoli parole che James Comey ha avuto per il presidente nel suo libro, l’ennesimo verrebbe da dire, dopo la biografia al vetriolo pubblicata da Michael Wollf, “Il fuoco e la furia” (leggi qui), dove Wolff ci andava giù ancora più pesante:

Quest’uomo non legge. Non ascolta. È come un flipper. Il 100% delle persone che lo circondano, il genero Jared Kushner, Ivanka, mettono in dubbio la sua capacità di governare. Tutti lo hanno descritto allo stesso modo, dicono che è come un bambino. Intendono dire che ha bisogno di gratificazione immediata. Tutto ruota intorno a lui. Dicono che è un cretino, un idiota”

“A Higher Loyalty: Truth, Lies and Leadership” è invece il titolo del libro di Comey, e tra verità e bugie, l’ex direttore del Federal Bureau of Investigation dovrebbe muoversi bene. Ricordiamo che Comey fu licenziato in tronco nel 2017 con una bella pedata nel sedere da Donald, per non aver voluto chiudere in fretta le indagini sul Russiagate.

Trump è un uomo guidato unicamente dal proprio ego, dice Comey, e il suo libro è un’altra mazzata, se ancora se ne possono dare, allo sgangherato trabiccolo che è ormai la presidenza USA. Una presidenza guidata a colpi di tweet imbarazzanti e pericolosi, spesso arroganti e al limite del suicidio politico. L’ultima fanfaronata sui missili contro la Siria la dice lunga sulla mentalità del Tycoon, sempre più isolato, sempre più solo.

L’America e non solo lei, attende con fibrillazione l’uscita delle memorie di Comey.

La curiosità è capire se il gradimento del presidente meno amato della storia Usa possa scendere ancora (leggi qui) e sfondare in negativo la barriera del 30%, ricordando che negli ultimi sondaggi era dato al 33%, il peggior risultato nella storia degli Stati Uniti.

 

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