120’000 firme contro le armi

Un’iniziativa che non pone rimedio al possesso di armi automatiche in mano a persone fragili mentalmente, ma che entra comunque nel solco di una visione del mondo meno ipocrita e più attenta all’etica.

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L’eco della probabile mancata strage in salsa ticinese riecheggia ancora nel nostro vissuto, ed ecco che i media riportano, con tempismo la riuscita dell’iniziativa “Per un divieto di finanziare i produttori di materiale bellico”, con 120’000 firme al suo attivo (a livello federale ne sono sufficienti 50’000)

Un’iniziativa che non pone rimedio al possesso di armi automatiche in mano a persone fragili mentalmente, ma che entra comunque nel solco di una visione del mondo meno ipocrita e più attenta all’etica.

Dite pure che il politically correct e fuori moda, dite che questi buonisti continuano a piastrellarci gli ammenicoli, ma questa iniziativa è giusta.

È infatti inutile, per i presunti patrioti, riempirsi la bocca con la neutralità svizzera e poi vendere armi a Paesi che, lo sappiamo benissimo, ne fanno un utilizzo delittuoso quando non li rivendono tranquillamente a Paesi terzi belligeranti, o finanziare il settore degli armamenti facendoci lucro.

A raccogliere le firme, il Gruppo per una Svizzera senza Esercito, associazione pacifista che nei decenni si è distinta per delle votazioni volte a abolire l’esercito e a creare un servizio civile. L’iniziativa, sostenuta da una quarantina di associazioni e da PS e Verdi, vuole vietare alla Banca Nazionale Svizzera e alle Casse pensioni di investire nelle industrie dell’armamento. Secondo dati forniti dal comitato promotore, nel 2016 la BNS ha investito 800 milioni di dollari nei produttori di armi nucleari e le casse pensioni versano fra i 4 e i 12 miliardi nel settore del materiale bellico e UBS e Credit Suisse 8 miliardi in quello degli armamenti.

Una splendida utopia, quella di una Svizzera più etica e non coinvolta nei massacri continui che ammorbano i telegiornali ogni giorno. Un’utopia a cui servono però dei piccoli mattoni, che costruiscano un solido e robusto muro contro la violenza

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