Bedretto, Beverly Hills della Leventina

C’è un mistero che ammanta il voto di domenica 29 aprile sul pacchetto di misure fiscali, sgravi compresi, approvato per il rotto della cuffia dal popolo ticinese. Com’è possibile che un comune come Bedretto abbia votato in linea con quello di Collina d’Oro?

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C’è un mistero che ammanta il voto di domenica 29 aprile sul pacchetto di misure fiscali, sgravi compresi, approvato per il rotto della cuffia dal popolo ticinese. Com’è possibile che un comune come Bedretto abbia votato in linea con quello di Collina d’Oro? Anche i ricchi votano, ci mancherebbe. Ma, dal piccolo comune leventinese, ci saremmo aspettati un risultato un po’ diverso dal 77% di sì, cioè dal risultato decisamente plebiscitario ottenuto dal referendum fiscale.

Innanzitutto, c’è da dire che i numeri sui quali si basano certe statistiche sono così striminziti da rischiare di finire per trovarsi di fronte al paradosso e alla barzelletta del mezzo pollo. Cioè a quel calcolo che di fronte a due persone di cui una s’è mangiata un intero pollo, alla fine, stando alle leggi della statistica, il risultato sarebbe quello che i due si son mangiati mezzo pollo a cranio. Così a “Bidré”, nel villaggio il cui nome è un omaggio alla betulla, i conti sono subito fatti. Preso atto che la moria di votanti è stata in linea con l’astensionismo registrato nel resto del Cantone, si contano 24 voti a favore e appena 7 contrari.

A spiegare però le ragioni di un sì così massiccio ci prova, su tio.ch, l’attuale sindaco di Bedretto Ignazio Leonardi che del suo comune fa un ritratto piuttosto bucolico e idilliaco. Con una popolazione che sembra essere appena stata scolpita nel tenero legno di balsa. “Preponderante nel risultato del voto, credo, sia stata la tradizione e la mentalità dei bedrettesi che sono molto parsimoniosi. È una tradizione, quella di non sprecare nulla, che arriva direttamente dai nonni e dai genitori. E poi c’è molto rispetto verso l’autorità comunale e il territorio. (…) È ben chiaro in loro che come contropartita del rispetto per il territorio e del loro spirito parsimonioso e collaborativo, ricevono una fattura meno salata con meno tasse da pagare.”

Sarà pur vero che i bedrettesi son lì pronti a rimboccarsi le maniche, nel momento del bisogno, ma c’è anche da considerare una ragione ben più pratica e molto meno idealistica. Il suo moltiplicatore stabilmente al 60%. Tanto più che nel 2016 addirittura il Tages-Anzeiger lo definiva come un luogo perfetto per i milionari a caccia di un piccolo paradiso, tenendo conto, più che del paesaggio e dell’aria fina, dei suoi imbattibili parametri fiscali. Certo. Messa giù così suona decisamente in maniera meno eroica, ma a rassicurarci e riportare il mito in carreggiata è ancora una volta il sindaco Leonardi: “qui chi possiede un’abitazione è domiciliato e sono quasi tutti patrizi o oriundi della valle Bedretto. In pratica non c’è nemmeno spazio per dei Paperoni, anche perché chi arriva abita veramente qui, non ci sono domicili buca delle lettere.

A noi del GAS, però, il dubbio che alcuni “parüsc” – è questo il soprannome dei bedrettesi – abbiano il loro domicilio formale a Bedretto solo per “ottimizzare” le loro imposte come diceva un tempo neppure poi così lontano una certa Marina Masoni, rimane eccome. Anche perché facendo un po’ di ricerche stranamente risultano residenze diverse, per cui sarebbe da verificare quante notti effettivamente passino alcuni “bedrettesi” nel lor presunto comune di domicilio.

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