Diatriba D’Urso – Sassi Ceresola, le prove della diffamazione

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Mirko D’Urso, direttore del MAT

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La diatriba fra Mirko D’Urso, direttore del MAT, e la presidente dell’UDC Lugano Simona Sassi Ceresola, nata sui social e con probabili strascichi giudiziari (leggi qui) non accenna a placarsi. Riceviamo e pubblichiamo un comunicato da parte di Mirko D’Urso, che getta ulteriore luce sulla faccenda.

In merito alle accuse mosse dalla presidentessa della sezione lugano dell’UDC, Simona Sassi Ceresoli e a tutela della mia figura privata e professionale, vi inoltro il modulo di iscrizione per l’anno 2016-2017 firmato dalla stessa Simona Sassi Ceresoli in data 18.8.2016, ossia ben 9 mesi dopo i fatti che lei aveva citato nel suo post originario e poi modificato su FB (Festa natalizia al Temus e lezione aperta, che si sono svolte entrambe a dicembre 2015).
 
Questa iscrizione dimostra quanto le sue affermazioni riportate sui social siano diffamatorie nei miei confronti, perché ipotizzando che la signora Sassi Ceresola, nonostante schifata dal mio modo di pormi e di insegnare, avesse deciso di non ritirare sua figlia dal corso per non farle interrompere l’anno in corso, come è mai possibile che nell’agosto 2016, dopo 9 mesi dagli eventi da lei citati e dopo due mesi dalla fine del saggio finale 2015-2016, decida di iscrivere nuovamente sua figlia al MAT e indicando addirittura il sottoscritto come “scelta insegnante”?
 
Quale mamma iscriverebbe nuovamente sua figlia ad un corso di teatro sapendo che questo stesso insegnante è violento, volgare e privo di rispetto per le donne? Nessuna. E tantomeno la Signora Sassi Ceresoli che è sempre stata un’ottima madre.
 
In conclusione la Signora Sassi Ceresola, negando il fatto che la decisione di ritirare la figlia sia avvenuta per motivi politici (che tra l’altro era una motivazione del tutto plausibile) dopo la pubblicazione dei video su “Prima i Nostri” realizzati dal sottoscritto e dopo tutti gli attacchi ricevuti in quei giorni dall’apparato leghista e UDC avrebbe semplicemente potuto dire che sua figlia aveva deciso di non confermare l’iscrizione per motivi personali-privati, non politici, ma tantomeno non legati al mio modo di insegnare e in generale alla mia persona.
 
Per quanto concerne la diatriba con il Signor Tiziano Galeazzi, abbiamo avuto modo di confrontarci e di chiarirci privatamente e il discorso per entrambe le parti si è chiuso in maniera positiva. Personalmente non ho nulla di personale contro l’UDC se non ovviamente idee politiche diametralmente opposte.

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