Edo Pellegrini: la strage palestinese è giustificata

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Questo il tenore di una risposta ad un post indignato di Max Ay, granconsigliere comunista, in merito al massacro di palestinesi a Gaza:

“…Israele ha ampiamente avvertito di non avvicinarsi al confine, come avverte prima di demolire le case dei terroristi e loro non solo si avvicinano, ma mandano vigliaccamente i bambini. È evidente che mandano lì bambini e civili per poter poi accusare Israele di sparare sii civili e sui bambini. Noi non ci sogneremmo mai di portare un neonato ad una manifestazione “a rischio”, ma la mentalità musulmana è un’altra. Gli attentati in Indonesia di questo giorni in cui genitori hanno sacrificato i loro figli lo dimostrano ampiamente. Golda Meir: “La pace arriverà quando gli arabi ameranno più i loro bambini di quanto odino noi.”

Con questa tesi delirante, Edo Pellegrini, presidente dell’Unone Democratica Federale, un partito di destra con posizioni cristiano-conservatrici, giustifica l’eccidio. Per Pellegrini è ovviamente tutta colpa dei palestinesi se, allo spostamento dell’ambasciata USA da tel Aviv a Gerusalemme, le proteste hanno innescato un calderone in cui, a bocce ferme, si sono contati più di 60 morti e di 2500 feriti.

Pellegrini parla anche della neonata di 8 mesi morta soffocata dai lacrimogeni, che non era alle manifestazioni, ma in una tenda (i genitori non avevano più la casa) vicina al confine.

Potrebbe anche starci una sobillazione di Hamas nei confronti del popolo palestinese, non siamo così ingenui ed accecati dall’ideologia, ma giustificare in nome della difesa dei confini israeliani tutti quei morti e feriti è assurdo. Lo sarebbe meno se tra le fila israeliane ci fosse anche un solo morto, uno solo.

La condanna della comunità internazionale, a parte gli USA, è lì a smentire Pellegrini, la cui tesi è, in fondo, che se un ragazzino è un potenziale kamikaze, meglio sparagli preventivamente.

Quello che ci sentiamo di dire a Pellegrini, in prima linea contro l’aborto, ritenuto dal suo partito un crimine, è che dovrebbe avere un po’ più di empatia e decenza nei confronti dei ragazzini arabi che sono caduti ieri tra la sabbia della striscia di Gaza.

Gli arabi i loro figli probabilmente li amano come noi amiamo i nostri e come gli ebrei amano i loro, non crede, Pellegrini? Solo che i nostri, di ragazzi, un futuro ce l’hanno. E la morte di anche solo un ragazzino, di qualunque credo o religione, non è ne sarà mai giustificata.

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