Falsi invalidi, attenti a quei droni

E se per metterci un freno al proliferare di falsi invalidi si facesse ricorso a un servizio di sorveglianza autorizzato dalla legge formato da detective incaricati di smascherare tutti i furbetti in AI o che, senza vergogna, si stanno approfittando della SUVA? Ebbene, da un recente sondaggio, risulta che il 62% della popolazione approverebbe senza batter ciglio un provvedimento del genere

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E se per metterci un freno al proliferare di falsi invalidi si facesse ricorso a una task force di spioni? In pratica a un servizio di sorveglianza autorizzato dalla legge formato da detective incaricati di smascherare tutti i furbetti in AI o che, senza vergogna, si stanno approfittando della SUVA? Ebbene, da un recente sondaggio, risulta che il 62% della popolazione approverebbe senza batter ciglio un provvedimento del genere. Una misura che forse ad alcuni potrà ricordare metodi usati nei Paesi dell’ex blocco sovietico, o magari in linea con certi film di spionaggio, ma che – d’altro canto – ci restituisce appieno il reale malcontento riguardo alla faccenda.

Già. Nel Paese il prurito alle mani causato dalle persone sospettate di truffare le assicurazioni sociali è piuttosto diffuso. Quasi quanto il fastidio provocato da certe telefonate che ogni tanto sarà capitato anche a voi di ricevere sul telefono cellulare o di casa da numeri con prefissi improbabili. Numeri ai quali, chi ha abboccato ritelefonando, volendo soddisfare la curiosità di sapere chi diavolo lo stesse cercando, si è poi trovato a dover pagare tariffe dal costo decisamente fuori di zucca.

Ma del resto la truffa è la truffa. Ed è proprio il proliferare indisturbato di talune di queste, ad aver esasperato gli animi di chi ormai fa di tutta un’erba un fascio. Un termine non certo usato a caso. Perché i metodi di sorveglianza per i quali solo il 35% della popolazione svizzera si dice contrario prevedono pedinamenti, rivelatori GPS, registrazioni audio, filmati e perfino l’utilizzo di droni. Strumenti che avrebbero fatto la gioia di un qualsiasi regime fascista del passato, dato che il metodo più efficace per far concime della libertà è proprio quello di un controllo ossessivo e invadente.

Quindi ovviare a una truffa con strumenti da truffatore, per la verità, ci sembra quantomeno azzardato. Oltre ad avere tutta l’aria di essere l’ennesima decisione presa di pancia più che il frutto di un’analisi seria e puntuale di quello che è il fenomeno e dei reali abusi ai danni dell’AI o della SUVA. A confermalo, malgrado la raccolta di firme sia stata lanciata dal socialista Dimitri Rougy, è il riscontro che finora l’iniziativa ha avuto tra chi vota PLR o UDC, dove i favorevoli a una misura di questo tipo supera il 70%.

Un risultato che non sorprende affatto il consigliere agli Stati UDC Alex Kuprecht convinto che: “i contrari alle legge, sostengono i truffatori poiché non si tratterebbe di una sorveglianza su larga scala, bensì nell’ambito di singoli casi in cui c’è il sospetto di truffa.” Del resto Kuprecht è uno di quelli che nella sfera di cristallo ha visto chiaramente cosa vuole la popolazione. “Non vuole che le pecore nere possano beneficiare ingiustamente di prestazioni.” Insomma, siamo alle solite. Tira più una pecora nera che un pelo di… buonsenso.

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