L’assalto al treno e alle FFS

Un altro monopolio, quello delle FFS, sembra ormai al tramonto

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Un altro monopolio, quello delle FFS, sembra ormai al tramonto. Ad averlo scalfito, qualche tempo fa, è stato l’Ufficio federale dei trasporti con uno sciagurato progetto di concessione delle linee ferroviarie. Una ridistribuzione grazie alla quale, a partire dal 2019, alcune di queste tratte passeranno dalle Ferrovie federali ad altri. Esatto. Una privatizzazione bella e buona che da più parti si teme possa andare a intaccare uno dei servizi pubblici più efficienti e in salute della Confederazione.

Paure a parte, attualmente, di sicuro c’è il braccio di ferro in corso tra l’Ufficio federale e la compagnia ferroviaria BLS (Berna-Lötschberg-Sempione) che, rispetto alle cinque linee desiderate, ne ha finora ottenute solo due: la Berna-Bienne e la Berna-Burgdorf-Olten. Due misere tratte, poco interessanti dal punto di vista economico, che mal si sposano con gli obiettivi della compagnia in questione. Perché i privati non fanno mai nulla per nulla. E di certo non per beneficienza.

Ma qual è la bontà di un sistema di trasporto su rotaia non più retto da un monopolio? Finora l’iniziativa portata avanti dalla Confederazione ci è stata venduta come a favore della clientela, dell’offerta e dei costi di gestione che verrebbero ridotti di parecchi milioni di franchi. D’altra parte, la contesa attualmente in atto, questo duello all’ultimo binario, già ci dimostra come un sistema con più attori in gioco, invece che a una sana concorrenza, rischia di dar vita a una guerra commerciale dalle sorti piuttosto scontate. Perché alla fine di una qualsiasi guerra, di solito, si contano i morti e si contemplano le macerie.

In questo senso, la parabola delle ferrovie inglese privatizzate dal governo conservatore di Margaret Thatcher è esemplare. E di monito. Anche perché il treno non è mica solo uno dei tanti mezzi di trasporto che oggigiorno abbiamo a disposizione per andare da A a B. Il treno è anche e soprattutto un simbolo. Nel 1825, quando proprio in Inghilterra fu inaugurata la prima linea ferroviaria, quella che venne tracciata era una strada che portava dritto dritto al futuro.

Un’impresa frutto e vanto del progresso e dell’ingegno umano. Di come si potesse volare su binari di ferro e percorrere distanze a velocità mai immaginate prima. Attenzione però a dare tutto questo per scontato. O per acquisito una volta per tutte. La nostra esistenza è fragile tanto quanto lo è l’equilibrio su cui si poggia. La stessa cosa vale per ciò che ci sta intorno ferrovia compresa. Attenzione a privatizzare i binari. Il rischio è lo stesso che si corre a volerli attraversare incautamente.

 

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