Lo Spiderman venuto dal Mali

Questa è la storia a lieto fine di un supereroe venuto da molto lontano. La favola di uno dei tanti migranti africani che, adolescenti o poco più, decidono di lasciarsi alle spalle la disperazione del loro Paese e di affrontare un viaggio lungo e allucinante verso la terra promessa europea, mettendo a repentaglio la loro stessa vita, perché anche la morte o il rischio della stessa è un’alternativa migliore all’inferno in cui sono nati.

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Questa è la storia a lieto fine di un supereroe venuto da molto lontano. La favola di uno dei tanti migranti africani che, adolescenti o poco più, decidono di lasciarsi alle spalle la disperazione del loro Paese e di affrontare un viaggio lungo e allucinante verso la terra promessa europea, mettendo a repentaglio la loro stessa vita, perché anche la morte o il rischio della stessa è un’alternativa migliore all’inferno in cui sono nati.

Mamoudou Gassama è il supereroe: 22 anni, maliano, ha affrontato un estenuante viaggio attraverso il Niger, la Libia e il Mediterraneo, schiacciato tra la vita e la morte su un barcone insieme a decine di altri disgraziati come lui. Poi lo sbarco in Italia, un sospiro di sollievo tirato per non essere morto annegato e l’inizio della clandestinità. Forse Mamoudou ha viaggiato a piedi attraverso i sentieri montuosi di confine, forse si è nascosto in treno, oppure un autista generoso o approfittatore lo ha aiutato… Ad ogni modo, un giorno di settembre, Mamoudou arriva in Francia, Paese agognato in cui spera di iniziare un’esistenza dignitosa. Le cose non vanno esattamente così: sans papier e senza lavoro, Mamoudou entra a far parte della schiera di clandestini considerati un peso per la società, un pericolo per la sicurezza di noi europei. La vita che lui aveva sognato è in realtà un’esistenza ai margini della società, tra i dimenticati e i disprezzati.

Tuttavia, Mamoudou non si lascia inasprire dall’intolleranza che lo circonda e ben presto ha l’occasione per dimostrarlo. Un pomeriggio primaverile, mentre passeggia per Rue Marx Dormoy a Parigi, nota che un bambino penzola dal balcone al quarto piano di un palazzo. Si tiene solo con una mano e come sia finito lì non si sa, non c’è tempo di farsi domande. Mamadou lo vede e senza esitare si arrampica a mani nude per quattro piani, afferra il bambino e lo mette in salvo. E subito dopo si abbandona a un pianto liberatorio. I testimoni che hanno assistito a quella scena sono senza parole per il coraggio di Mamoudou e lo ribattezzano Spiderman per la sua impressionante agilità.

Il bambino salvato ha quattro anni, la mamma è irreperibile e il papà lo aveva lasciato solo per andare a fare la spesa. Solo che, sulla via del ritorno, si era dimenticato di lui e si era fermato a giocare a PokemonGo. E’ stato arrestato e il bambino sarà forse affidato ad una nuova famiglia.

La storia però non finisce qui. Mamoudou, lo Spiderman maliano, non poteva immaginare cosa sarebbe successo in seguito. Quello che per lui era un gesto doveroso è arrivato dritto al cuore dei francesi, non più abituati come tutti gli europei a gesti disinteressati di generosità. Il video che qualcuno ha girato per immortalare la scena è diventato virale ed è stato visto da oltre un milione di spettatori. Tutti hanno parlato di Mamoudou, dai giornali alla tv , in molti lo hanno invitato a raccontare la sua storia. (Guarda il video qui)

E la notizia del supereroe che viene da lontano è giunta fino a dove Mamoudou non avrebbe mai immaginato: prima al sindaco di Parigi Anna Hidalgo, che con un tweet lo ha ringraziato e invitato per un incontro, poi addirittura al presidente Macron. Che onore e che stupore per Mamoudou, ragazzo maliano apolide e clandestino, essere accolto all’Eliseo e ottenere a tempo di record la cittadinanza francese. E che gioia sentirsi offrire dal Presidente in persona un lavoro con i pompieri di Parigi, “gli eroi di ogni giorno”.

Oltre al bambino, Mamoudou ha salvato anche noi, o almeno ci ha provato. Ci ha dimostrato che clandestinità non fa sempre rima con pericolosità e che per essere generosi e umani la nazionalità non conta nulla.

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