Morire per un precetto esecutivo

Di

Morire nel Paese con uno dei migliori sistemi sanitari del mondo si può? Certo, si può, soprattutto oggi, dove si fa sempre più fatica a pagare i premi di cassa malati, dove l’asticella dei sussidi sanitari viene abbassata in nome dei tagli mentre poi si fanno gli sgravi ai ricchi. Può succedere quando non paghi e la cassa malati stacca un precetto esecutivo nei tuoi confronti.

È capitato a Coira, a un malato di AIDS, le cui complicazioni intervenute in seguito alla malattia, dichiara Aids-hilfe Graubünden, lo hanno portato al decesso. Sono una decina i casi simili tra Turgovia e Grigioni segnalati da Aiuto Aids Svizzera.

Il paziente, la cui cura in quanto sieropositivo all’inizio e poi affetto da HIV in seguito costa circa 2000 franchi al mese, era moroso. Insomma, non pagava i premi. Non sappiamo perché, magari era in serie difficoltà o forse era solo uno sciocco, ma era, soprattutto e sempre un essere umano. Il cinquantenne era finito perciò nella lista nera delle casse malati, una lista di proscrizione che permette solo le cure urgenti, nessuna prevenzione dunque. E a volte, come in questo caso, quando si arriva all’urgenza è già troppo tardi.

Sono una decina i Cantoni svizzeri in cui esiste ufficialmente una lista nera delle persone su cui pende il precetto esecutivo di una cassa malati e dove le stesse sono obbligate a pagare ai pazienti solo le cure urgenti.

In quali casi le cure urgenti si possono definire tali non è dato esattamente sapere, sta di fatto che l’AIDS e le malattie derivanti da questa sindrome non appartengono a questa casistica.

Se il concetto di non pagare il superfluo è logico, diventa assurdo quando dei medicamenti preventivi fanno la differenza tra la vita e la morte di una persona.

ÖKK, la cassa malati non sente ragioni e il suo portavoce si nasconde dietro alla protezione dei dati del paziente per non rilasciare dichiarazioni, ma ammette che ai sieropositivi morosi, non vengono pagate le cure preventive. Una legge crudele che sfocia in esiti letali come in questo caso.

Eravamo la Svizzera una volta, quella con la S maiuscola. Oggi siamo una svizzera minore, con la Posta che chiude gli uffici, con una sanità che si delinea sempre più a due velocità, con una disoccupazione e una povertà che non conoscevamo dal dopoguerra. Ci rimane solo la nostra umanità, ma siamo pericolosamente avviati sulla strada per perdere anche quella.

Ti potrebbero interessare: