Ticino, altro che ripresa

Negli scorsi giorni sono stati pubblicati i dati sui salari mediani nel nostro Paese che sono stati ampiamente ripresi dai quotidiani, con interpretazione diverse (chissà perché!)

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Negli scorsi giorni sono stati pubblicati i dati sui salari mediani nel nostro Paese che sono stati ampiamente ripresi dai quotidiani, con interpretazione diverse (chissà perché!). Ad esempio, per il quotidiano luganese il Ticino starebbe recuperando, mentre per quello bellinzonese, le differenze permangono. Anche i commenti sui dati impongono alcune precisazioni e (in seguito) alcune integrazioni.

Iniziamo con il dire che l’indagine effettuata dell’Ufficio federale di statistica (e quindi quanto di più attendibile si possa disporre) avviene ogni due anni, tramite una rilevazione capillare dei dati. Una qualche dubbio potrebbe sorgere sul concetto di salario mediano che ci dice “solo” che metà della popolazione considerata (esempio Ticino) guadagna di più dell’importo elaborato (Ticino 2016: 5563 franchi mensili) e che l’altra metà ne riceve di meno. Probabilmente nessuno ticinese riceve esattamente questo stipendio, perché quello che conta è la dispersione attorno a questo valore: infatti più si sale nella scala salariale (ad esempio il 10% più alto) più la mediana sale velocemente, mentre al disotto tende a rallentare. Come si vede dal grafico, tuttavia il Ticino, ha valori inferiori sia alla media svizzera, sia rispetto alle altre regioni.

Entrando un po’ più in dettaglio, possiamo appurare che tra il 2010 e il 2016 il salario mediano svizzero è aumentato del 5%, mentre in Ticino l’aumento è stato del 3%. (tra le grandi regioni solo quella del Lemano ha registrato un aumento minore, del 2%). Affermare che il Ticino stia recuperando terreno è quindi un pochino azzardato: anzi se nel 2010 le differenze rispetto alla mediana nazionale erano di 842 franchi, nel 2016 sono salite a 939.

Entrando poi nel dettaglio dei vari settori, emergono dati particolarmente interessanti. Nel settore secondario la differenza tra Svizzera e Ticino è di 999 franchi, ma è di 1792 nelle attività manifatturiere. Interessante il dato nel settore costruzioni dove la differenza è di soli 289, a dimostrazione che la presenza di contratti collettivi solidi (e di capacità di accordarsi tra sindacati e imprenditori) porta a risultati significativi. Nel terziario la differenza è di 891 franchi, ma poi andando nel dettaglio vediamo valori molto divergenti. Nella sottocategoria “servizi di informazione e comunicazione” la differenza è di 3141 franchi e, dato incredibile, nella “ricerca scientifica e sviluppo” la differenza è di 3193 franchi. Insomma, in Ticino, sembrerebbe che nemmeno una formazione di livello elevato serva a garantirsi un salario perlomeno in linea con i colleghi del resto del paese. Naturalmente ci possono essere diverse spiegazioni di queste anomalie, ma è meglio non fomentare polemiche.

La posizione del Ticino possiamo anche precisarla dal punto di vista fiscale, con i dati elaborati sempre dall’ufficio federale di statistica, utilizzando l’imposta federale diretta (2014). Alcuni dati sono interessanti. Il 31% dei contribuenti non è imponibile (CH, 28.5%), la media del reddito imponibile è di 52789 franchi (CH 58209) mentre la mediana è di 38300. Tra il 2010 e il 2014, il gettito fiscale del Ticino è aumentato del 2.8%, mentre a livello nazionale l’aumento è stato del 6.7%, la sostanza netta per contribuente è tra le più basse tra tutti i cantoni (peggio di noi solo Jura, Soletta, Friborgo e Vallese).

Ma il dato più interessante il coefficiente di Gini, che misura il divario della distribuzione della ricchezza tra le varie classi di reddito: in Ticino è di 0.529 mentre a livello nazionale è di 0.494. Entrambi i valori sono decisamente elevati (questo dato potrebbe essere distorto dalla fonte limitata alla sola imposta federale ma una distribuzione corretta non dovrebbe superare 0,30) ma il fatto che in Ticino l’indice sia più alto rispetto alla media nazionale, con salari mediamente più bassi e con una struttura produttiva meno competitiva, dimostra abbastanza chiaramente come ci sia ancora molto lavoro da fare per migliorare la posizione economica e sociale del nostro cantone.

Fonti:

Ufs, Statistica in breve, luglio 2017

Ufs, Rivelazione svizzera della struttura dei salari 2016, maggio 2018

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