Una LIA sempre più sofferta

Dopo i ricorsi accolti da parte del TRAM, la legge rimane in vigore, non avendo quest’ultimi effetto sospensivo. Per dirla breve, nonostante i ricorsi la legge rimane.

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La LIA è una legge amata come una spina nella scarpa, infatti, nonostante i proclami di associazioni e industrie, il grosso del tessuto connettivo del settore, che sono i piccoli e medi artigiani, continua a vederla come fumo negli occhi.

Dopo i ricorsi accolti da parte del TRAM, la legge rimane in vigore, non avendo quest’ultimi effetto sospensivo. Per dirla breve, nonostante i ricorsi la legge rimane.

Anche perché è il Gran Consiglio, ovvero il legislativo, che al limite deve farla fuori.

Un contentino il governo lo aveva dato, scrivendo in una sua presa di posizione dell’aprile di quest’anno:

“In queste circostanze, il Consiglio di Stato, competente unicamente per l’emanazione e la modifica del regolamento di applicazione della LIA, ha deciso di prorogare il termine per l’inoltro delle richieste di rinnovo dell’iscrizione dal 31 marzo al 31 dicembre”

Le imprese possono dunque lavorare e partecipare ai concorsi anche senza il rinnovo dell’iscrizione.

Andrea Genola, capofila degli scontenti e promotore della raccolta firme che numerosissimi artigiani avevano sottoscritto, chiede al Consiglio di Stato in un suo comunicato di sospendere qualsiasi procedura esecutiva per le tasse d’iscrizione. Scrive infatti Genola:

“Faccio questa richiesta perché sono in molti, nonostante la paura di ritorsioni, a segnalarmi di avere ricevuto solleciti di pagamento per il rinnovo e/o l’iscrizione come pure la fatturazione per più attività con importi maggiorati.”

Genola dà un consiglio a tutti gli artigiani che si sono rivolti a lui:

“…1º girate copia della fattura LIA al Dipartimento del Territorio  (091 814 25 33 leandro.matasci@ti.ch) che ha emesso il comunicato di sospensione e chiedete una formale richiesta di una presa di posizione.

2º mercoledì alle 13.30 andate in Piazza Governo (Foca) a Bellinzona. Perché andare a manifestare per abrogare la LIA significa semplicemente chiedere che la legalità sia ristabilita. Significa chiedere che la Costituzione Svizzera venga rispettata e non solo festeggiata il primo agosto. Significa chiedere che una legge aberrante che favorisce alcune aziende a discapito di altre (questo sta scritto sulla sentenza) venga al più presto cancellatala.” 

E Genola in fondo ha ragione. Volete che la LIA venga abrogata? Metteteci la faccia e scendete in piazza.

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