Vai all’asilo solo se parli tedesco

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Un esempio di cosa può portare il primanostrismo portato all’eccesso ce lo dà purtroppo ancora una volta il Trentino Alto Adige, un territorio italiano dal primo dopoguerra ma con una buona parte della popolazione di madrelingua tedesca. Se per noi svizzeri il plurilinguismo è un valore federale accettato, evidentemente in Trentino fatica ancora ad affermarsi, nonostante sia passato quasi un secolo dall’annessione al Regno d’Italia.

Un altro recente fatto aveva portato alla ribalta la regione, in merito a un autista di bus che alle fermate non si arrestava per raccogliere gli immigrati (leggi qui).

Senza voler fare di tutte le erbe un fascio, è pur vero che nelle regioni del Veneto e del Trentino le forze di estrema destra non solo proliferano, ma addirittura s’ingrassano, ne sono prova le recenti elezioni politiche, in cui la Lega, appunto in Trentino, ha triplicato i suoi consensi.

Il fatto in questione è da far risalire a dei manifesti affissi dai separatisti tirolesi, insomma, un po’ dei leghisti nei leghisti, e cioè un movimento che in Italia rivendica l’indipendenza e la scissione del Tirolo dall’Italia. Si tratta di manifesti con l’immagine di un bambino sorridente con una matitina in mano e il testo: “Vorrang fuer deutsche Kinder in deutschen Kindergaerten”.

stf_plakat_deutsche_kindergarten

Priorità per i bambini tedeschi negli asili tedeschi. L’ironia è che questi vivono in Italia. È certo che l’onda lunga di assurdi secessionismi un po’ in tutta Europa, con la pia illusione del “se lo facciamo da soli lo facciamo meglio”, aggiunto a una buona dose di razzismo, produce materiale di questo genere. A Bolzano ci sono sei asili “tedeschi” e i secessionisti lamentano l’inforestieramento delle loro scuole per l’infanzia. Scrive il Globalist* in un suo articolo:

“Secondo la Suedtiroler Freiheit in sei asili tedeschi a Bolzano piu’ del 50 per cento dei bambini non e’ di madrelingua tedesca, percentuale che supera il 70 in un asilo di Merano. Recentemente mamme e papa’ sono stati sottoposti a colloqui per testare il loro livello di conoscenza del tedesco, invitati a iscriversi a corsi di seconda lingua e a non iscrivere i figli alla materna tedesca.”

Il segretario del Südtiroler Freiheit, Sven Koll, dichiara:

“solo il 10 per cento dei bambini di madrelingua tedesca e’ iscritto agli asili tedeschi perche’ i posti sono occupati da stranieri e italiani”.

Col dettaglio che i bambini di lingua italiana sono cittadini dello stesso Stato che ospita il Südtiroler Freiheit. Un’altra piccola squallida storia di razzismo e provincialismo che pretende un primato e una preferenza proprio dove, come negli asili, ci si dovrebbe occupare dei bambini a prescindere dalla nazionalità e dalla provenienza. Perché i bambini nascono e si percepiscono uguali, sono poi i genitori, purtroppo, a inoculare il velenoso e letale germe del razzismo.

*Globalist è un network indipendente che riunisce giornalisti, blogger, scrittori, siti, associazioni e cittadini attivi sulla rete che vogliono fare informazione e promuovere il dibattito politico e sociale.

 

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