A ognuno i suoi Spiderman

In un presente apparentemente lobotomizzato, sono ormai le immagini di copertina a dettare l’agenda politica di tutti, nessuno escluso. Anche di quel Macron che incarna al meglio la figura di un leader piacione. In una Francia che, per un migrante promosso al rango di eroe, ne conta a centinaia che sono stati bloccati sul confine, trattati in malo modo e respinti.

Di

Una decina di giorni fa a Parigi, Mamoudou Gassama, un ventiduenne originario del Mali, si è arrampicato sulla facciata di un palazzo per salvare un bambino che rischiava di cadere nel vuoto. Il suo coraggio, a giusta ragione, non è passato inosservato e il video di questa sua straordinaria impresa è subito diventato virale. Soprannominato “Spiderman”, di lui – sui giornali e nel web – si è parlato come di un eroe e il presidente Macron, che lo ha ricevuto con tutti gli onori del caso all’Eliseo, gli ha perfino promesso che otterrà la cittadinanza francese a tempo di record. (Leggi qui)

Un eroe sì, ma attenzione. Non tutto ciò che luccica è per forza oro a ventiquattro carati. L’impresa del giovane sans papiers, se da una parte sembra tratta da una fiaba della buonanotte o da un fumetto della Marvel, dall’altra non cancella di certo il pugno di ferro né la vergogna con cui il governo transalpino ha finora gestito la questione migranti. O volendo insistere proprio su questo concetto, come disse nel suo capolavoro “Vita di Galileo” Bertolt Brecht: “felice è il paese, che non ha bisogno di eroi!”. E, guarda caso, quella volpe di Emmanuel Macron ha proposto al buon Mamoudou di andare a lavorare con i pompieri di Parigi – “gli eroi di ogni giorno” – stando all’espressione usata proprio dal capo di Stato francese.

Parbleu! Eroi in vetrina. Perché il celeberrimo “quarto d’ora di celebrità” profetizzato da Andy Warhol è ormai realtà. Roba di ordinaria amministrazione. Nell’ipercontemporaneità ciò che conta è solo l’orgasmo del momento. A fare breccia è la pornografia. Di storie raccontate coi riflettori puntati addosso e quella lucina rossa che si accende nell’attimo esatto in cui si è in onda. Un’onda che va cavalcata di continuo. Anche dalla politica. Pronti a essere eroi per un giorno o, come in questo caso Macron, a brillare di luce riflessa. Pronti a spolpare il cadavere di uno scoop pur di avere qualche “like” in più. I veri dollari del nostro tempo.

Vi basti solo pensare a quella clamorosa pagliacciata che sarà l’incontro fra Kim Jong-un e Donald Trump, alla telenovela imbastita sulla minaccia e sull’arsenale nucleare nordcoreano in cui la promessa del totale disarmo da parte di Kim riletta con la dovuta attenzione sembra solo la ciliegina sulla torta di una bella operazione di facciata costruita ad arte per dare lustro all’immagine di entrambi. Col rischio poi di trovarceli a Stoccolma a ritirare il Nobel per la pace, fra sorrisi e strette di mano.

Perché in un presente apparentemente lobotomizzato, sono ormai le immagini di copertina a dettare l’agenda politica di tutti, nessuno escluso. Anche di quel Macron che incarna al meglio la figura di un leader piacione. In una Francia che, per un migrante promosso al rango di eroe, ne conta a centinaia che sono stati bloccati sul confine, trattati in malo modo e respinti.

 

Ti potrebbero interessare: