Benvenuti all’ufficio disoccupazione*

Hai più di 50 anni? Sei disoccupato? Stai cercando lavoro? Ecco come allestire il tuo curriculum vitae. Scrivi le tue generalità ma tralascia la data di nascita, è essenziale, potresti essere scartato immediatamente, costi troppo.

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Hai più di 50 anni? Sei disoccupato? Stai cercando lavoro? Ecco come allestire il tuo curriculum vitae. Scrivi le tue generalità ma tralascia la data di nascita, è essenziale, potresti essere scartato immediatamente, costi troppo. Se sei sposato scrivilo pure, se sei divorziato non scriverlo, potrebbero pensare che sei una persona inaffidabile. Se poi sei divorziato e hai dei figli è ancora peggio, i figli creano solo complicazioni. Quindi non scrivere niente che così eviti qualsiasi problema. Il fatto che tu abbia frequentato le scuole dell’obbligo e tu possegga dei titoli di studio, sì, va messo, ma non è tanto importante. E sii prudente, perché sei hai troppi titoli sei troppo formato, se ne hai pochi sei troppo poco formato. Tieni a mente: quello che conta al giorno d’oggi è che tu sia un mago del pacchetto Windows Office. Tutto il resto è contorno.

Tempo libero: guardatene bene dal menzionare che giochi a calcio, vai in montagna o ti piace girare in bicicletta perché potresti farti male o essere colpito da infarto. Non menzionare neppure se sei, per esempio, appassionato di astronomia o mitologia, potrebbero pensare che credi nelle stelle, o che sei un cartomante, o un mago, e potresti essere etichettato come ciarlatano. Nella tua vita ti sei preso un anno sabbatico perché ti andava? Perché in quel momento ne avevi bisogno? Non scriverlo, non lasciare mai buchi temporali nel curriculum lavorativo, potrebbero ipotizzare che sei un lavativo.

Hai avuto l’onore rivestire la carica di consigliere comunale o di municipale del tuo comune o, semplicemente, partecipi attivamente alla vita politica del tuo paese? Evita di renderlo noto perché potresti essere immediatamente cestinato se non sei della corrente politica di chi ti sta assumendo. Sei cristiano? Musulmano? Ebreo? Indù? Buddhista? Ateo? Agnostico? Guardatene bene da menzionare qualsiasi tua corrente ideologica o religiosa, potresti essere tacciato di essere un baciapile, un superstizioso, un terrorista, un pedofilo, potrebbero pensare che non hai valori, oppure potrebbero pensare che di valori ne hai troppi.

Durante la tua vita hai avuto dei momenti così che ti hanno portato a chiedere un supporto psicologico perché sei una persona sensibile, perché in quel momento stavi soffrendo per amore, perché stavi vivendo un lutto,? Non dirlo a nessuno: con tutta probabilità una mattina potresti arrivare in ufficio armato di kalaschnikov e fare una strage.

Tratti somatici. Niente foto, meglio non mostrare la tua faccia. Potresti sembrare troppo giovane o troppo vecchio. E se appartieni ad altre etnie apriti cielo, se sei giapponese potresti lavorare troppo, se sei africano potresti lavorare troppo poco, se sei tedesco sei troppo preciso, se sei italiano non sei puntuale.

Spero di esservi stata utile dandovi questi illuminanti consigli. Perché sono gli stessi che vengono dispensati all’Ufficio regionale di collocamento. L’unica cosa che mi chiedo, a questo punto, è per quale motivo dovrei scrivere a quale sesso appartengo. Già. Dubito fortemente che se fossi un transgender, un bigender, un fluido, un gay mi assumerebbero, considerato che potrei portare alla perdizione i colleghi di lavoro o traviare i loro figli. Allora non mi resta che dichiarare se sono di sesso maschile o femminile autocostringendomi a mentire, nel caso non mi ritenga né maschio né femmina. Detto questo potrebbe però sorgere un ulteriore ostacolo. Dovessi portare un nome straniero, che in lingua italiana non corrisponde a un nome femminile, rispettivamente maschile, tipo Jhacarandha, Bashima, Kazuo, Ahiga, Bilagaana, come la mettiamo? Mai non si voglia che pensino che stia mentendo sulla mia identità sessuale. Insomma, non se ne può uscire, per stare tranquilli meglio tralasciare anche nome, cognome e sesso. E se avessero necessità di contattarmi? Potrei lasciare il mio numero di telefono.

E poi no, meglio non metterlo, il numero di telefono potrebbe dare adito a ulteriori perplessità, in quanto la combinazione dei numeri potrebbe contenere dei messaggi satanici. Idea! Se hanno bisogno di contattami possono sempre farlo in via telepatica. Mah, e se poi pensano che sono un medium dai poteri occulti che un giorno potrebbe metterli in difficoltà andando a scoprire, con la sola forza del pensiero, delle password di accesso a dei file segreti e venderle agli hacker russi? Conclusione: arrendiamoci, a questa società non servono più degli individui, ma servono robot, macchine senza vita, senza personalità, senza idee, senza carattere, senza niente di ciò che c’è di bello e meraviglioso in ogni essere umano.

Bella scoperta.

Prudenza però, perché i robot possono incepparsi, arrugginire, rompersi e andare in tilt ben prima dei 50 anni di età!

* Ufficio regionale di collocamento

 

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