C’hai rotto il Cassis

Cassis, in pochi mesi, ha demolito a colpi di piccone tutto quel che era stato costruito e concertato prima di lui in politica estera dalla Svizzera a livello internazionale. Le dichiarazioni al vetriolo rilasciate sugli accordi bilaterali e sulle misure d’accompagnamento sono l’evidente segno di un sabotaggio in piena regola. Un bilancio volutamente catastrofico che ha mandato su tutte furie la sinistra.

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Come la Destra non abbia frontiere né idee ma metodo, stivali e manganello è la storia che ce lo insegna. Così c’è davvero poco da stupirsi se all’affondo del presidente del PS svizzero Christian Lèvrat che qualche giorno fa ha pesantemente bacchettato Ignazio Cassis definendolo maldestro e “alla deriva “, il ministro degli esteri ticinesi abbia provocatoriamente replicato con un surreale: “è solo uno dei tanti atti d’amore dimostrati nei miei riguardi dal presidente socialista”.

Dove ce lo veda l’amore lui, è davvero difficile dirlo. O quantomeno è miope. Quel che invece è certo è che Cassis, in pochi mesi, ha demolito a colpi di piccone tutto quel che era stato costruito e concertato prima di lui in politica estera dalla Svizzera a livello internazionale. Le dichiarazioni al vetriolo rilasciate sugli accordi bilaterali e sulle misure d’accompagnamento sono l’evidente segno di un sabotaggio in piena regola. Un bilancio volutamente catastrofico che ha mandato su tutte furie la sinistra.

Le accuse, dure e circostanziate, fanno notare come nell’aprir bocca e darle fiato il buon Ignazio abbia fatto solo disastri, alimentato il caos e demolito quanto la Svizzera era riuscita faticosamente a concertare in politica estera. Insomma, seguendo una linea che ricorda da vicino la strategia fin qui adottata da Matteo Salvini – senza sapere davvero chi stia copiando da chi – Cassis e il suo cerchiobottismo di estrema destra hanno fatto solo disastri.

E che il Cassis sia stato finora sopra le righe e ben al di sotto delle aspettative di un ministro capace di quella proverbiale diplomazia richiesta ai massimi rappresentanti della Confederazione, un po’ noi ce lo aspettavamo. Averne avuto la conferma non è però motivo di festa. Anzi. Se in pochi mesi ha inanellato cotanto schifo, non osiamo nemmeno immaginarci cosa sarà di noi riguardo al rapporto di buon vicinato e alle relazioni bilaterali con l’universo  nel medio e lungo termine.

Di sicuro c’è che da uno sprovvisto di una qualsiasi visione rispetto al futuro, tanto miope da non accorgersi che ad effettuare i lavori di ristrutturazione nella propria casa c’era una ditta che sottopaga i suoi impiegati, forse aspettarsi fini strategie e un passo felpato è pura utopia. Di sicuro se il buon giorno si vede dal mattino, i giorni in compagnia di certa destra capace solo di fomentare il caos additando alla cazzo il primo che passa come il peggiore dei mali da estirpare, ci dimostra una volta di più come “l’ignoranza al potere” possa fare danni anche peggiori della più fervida e malata fantasia.

 

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