I giovani fenicotteri del PLRT

Perché il problema non era mica stata la figura da cioccolatai fatta contestando una delle poche iniziative artistiche tese a smuovere le coscienze dei ticinesi riguardo al fenomeno migratorio e portata avanti con coraggio da un’artista controcorrente in una regione, la nostra, ammorbata da decenni di leghismo molesto, no. La vergogna a cui rimediare è un’altra. L’immagine da ladri di polli che la popolazione ticinese aveva dato di sé nella corsa a volersi accaparrare uno dei fenicotteri gonfiabili assurti agli onori delle cronache per via della sterile polemica montata ad arte proprio dalla Lega per marcare presenza.

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In un presente sfuocato in cui c’è chi sbraita o peggio ancora abbaia a un volume di decibel che non aiutano di certo a migliorare la concentrazione, spesso, a far la differenza, è il fatto di saper leggere e interpretare anche gli indizi più insignificanti. Andando oltre le apparenze. Ritrovando il silenzio necessario a dare fiato ai pensieri.

Segnando con un bel pennarello rosso le linee. Procedendo da un punto all’altro, in modo che il disegno complessivo si faccia più chiaro. Di fatto, l’unico vero salvagente con il quale rimanere a galla, evitando di sprofondare nelle sabbie mobili della propaganda alla quale siamo quotidianamente sottoposti.

Così, fra le iniziative apparentemente innocue, ce n’è una che non potevamo non riprendere e commentare a mo’ d’esempio per chiarire come, in pratica, nel presente si vada a caccia di consenso, ma senza avere una visione, uno scopo se non quello di cavalcare l’onda. La notizia, per certi versi assai banale, è che i giovani rampolli del PLRT luganese si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di organizzare una vendita benefica di fenicotteri gonfiabili a favore della benemerita attività del Tavolino Magico.

Perché? Perché “i gonfiabili dell’installazione di Oppy De Bernardo erano piaciuti a tutti”. E così per dimostrare come la politica sia fatta di decisioni pesanti e di scelte di campo non sempre indolori, eccoci ben spiegato anche lo scopo dell’iniziativa promossa dai ragazzotti liberal-radicali: “mostriamo che noi ticinesi non dobbiamo essere etichettati dal motto ‘quello che è a costo zero può essere preso’: acquistiamolo a 20 franchi o a offerta libera e devolviamo”.

Già. Perché il problema non era mica stata la figura da cioccolatai fatta contestando una delle poche iniziative artistiche tese a smuovere le coscienze dei ticinesi riguardo al fenomeno migratorio e portata avanti con coraggio da un’artista controcorrente in una regione, la nostra, ammorbata da decenni di leghismo molesto, no. La vergogna a cui rimediare è un’altra. L’immagine da ladri di polli che la popolazione ticinese aveva dato di sé nella corsa a volersi accaparrare uno dei fenicotteri gonfiabili assurti agli onori delle cronache per via della sterile polemica montata ad arte proprio dalla Lega per marcare presenza.

Una pisciatina che riletta ora non sembra però tanto diversa da quella fatta dai pargoli luganesi del PLRT pronti a cavalcare anche loro senza alcun pudore la moda del momento. Quel fenicottero rosa simbolo del disorientamento ideologico, della politica impalpabile, spacciandocelo come il salvagente per ridare verginità e onore ai ticinesi.

 

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