I politici sono tutti uguali!

Torniamo sui benedetti rimborsi dei Consiglieri di Stato, quelli che sono un po’ la dolce ossessione di Matteo Pronzini e che hanno sollevato un polverone forcaiolo che la metà è abbastanza

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Eh no, mi spiace per qualunquisti e complottardi, ma non è vero. Un grazioso siparietto in Gran Consiglio di poco fa ci dimostra proprio il contrario. Torniamo sui benedetti rimborsi dei Consiglieri di Stato, quelli che sono un po’ la dolce ossessione di Matteo Pronzini e che hanno sollevato un polverone forcaiolo che la metà è abbastanza

Il Pronzini infatti torna alla carica, in particolare su quei 300 franchi di rimborso telefonico per i quali non c’è, a tutti gli effetti, la base legale. Chissà quanto costa a Claudio Zali, ammettere con Pronzini che sì, non c’è la base legale, ma i consiglieri di Stato ancora percepiscono questi trecento francuzzi. Tutti tranne uno.

Infatti, a sentire Zali, Manuele Bertoli vi ha rinunciato già da febbraio, appena venuto a conoscenza della situazione. A fine febbraio lo stesso Bertoli dichiarava:

“Io parlo per me perché in governo ognuno ha le sue personali responsabilità. Io il rimborso l’ho già fatto, almeno per l’80%, 90% sto restituendo tutto com’è giusto …”

Era così difficile agire così anche per gli altri? Dare un segnale di buona fede? Ribadiamo, non siamo d’accordo nel dare dei ladri a tutti i Consiglieri di Stato, ci mancherebbe, certo un po’ più di sensibilità sarebbe auspicabile per evitare scivoloni, anche nell’ottica dell’agire di Bertoli, che danneggiano l’istituzione tutta.

Che sia fatta chiarezza e che anche gli altri consiglieri rendano ciò che devono rendere e rinuncino a ciò che non è supportato da basi legali. Semplice.

 

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