Il nuovo miracolo italiano

“Il miracolo”. S’intitola così la serie televisiva che ha accompagnato la Via Crucis e parte della lunga ossessiva attesa – in particolare quella delle ultime settimane – che in Italia hanno preceduto e poi portato alla formazione del cosiddetto “governo del cambiamento”, l’inedito esecutivo gialloverde cementatosi sull’asse Lega-Cinque Stelle.

Di

“Il miracolo”. S’intitola così la serie televisiva che ha accompagnato la Via Crucis e parte della lunga ossessiva attesa – in particolare quella delle ultime settimane – che in Italia hanno preceduto e poi portato alla formazione del cosiddetto “governo del cambiamento”, l’inedito esecutivo gialloverde cementatosi sull’asse Lega-Cinque Stelle. Un avvenimento politico dai risvolti storici che si è intrecciato con questa singolare narrazione cinematografica realizzata per la tivù e trasmessa in anteprima da Sky Atlantic. Otto episodi che si aprono con il ritrovamento all’interno del covo di un boss della ‘Ndrangheta di un madonnina un po’ particolare.

Una dozzinale statua di plastica della Vergine Maria che però così dozzinale non è, dato che l’oggetto in questione lacrima sangue. Piange litri e litri di sangue umano. Nove all’ora. Del gruppo zero negativo, accuratamente stoccato in bidoni, che risulterebbe appartenere a un individuo di sesso maschile. Insomma, un mistero che non si spiega di fronte al quale neppure il primo ministro, subito avvisato della cosa, riesce a capacitarsi. Un evento con un’origine di natura soprannaturale per taluni, ma che di sicuro risulta a tutti nessuno escluso come inspiegabile dal punto di vista scientifico.

Una serie ideata e diretta dallo scrittore Niccolò Ammaniti, autore di tanti libri di successo come “Io non ho paura” o “Ti prendo e ti porto via”, nella quale mistero e grottesco si mescolano, ossessioni e inquietudini camminano mano nella mano sul filo di una storia corale capace di tratteggiare personaggi e situazioni che ci restituiscono miseria e nobiltà dell’ingegno umano, luci e ombre di fatti che pur essendo concatenati fra loro, se da una parte non spiegano nulla, dall’altra accrescono il fascino di ciò che non ha una spiegazione plausibile.

Tutto questo senza mai scadere nel macchiettistico. Con picchi d’ironia e di tragedia che vedono protagonisti, oltre al premier, i suoi due figli piccoli e la nevrotica first lady, un parroco minato nel fisico e nell’animo, un generale sui generis a capo di un gruppo di soldati impegnati nella sorveglianza della Maria piangente e una biologa incaricata di condurre sulle sue lacrime di sangue tutte le analisi del caso. Ognuno di loro costretto a cercare di riempire di senso questa inattesa e spiazzante prossimità al divino e alla suo miracoloso manifestarsi.

Un racconto popolato da visioni oniriche capaci di riportare a galla turbamenti dell’inconscio, come nel caso del buffo incubo vissuto in sogno dal generale che, mentre si ritrova all’interno di un supermercato, scopre di avere il proprio corpo fatto di pane. Così, a un certo punto, dopo essere stato bloccato e accerchiato, sarà divorato poco alla volta. Proprio come capita di fronte a certi dubbi che la nostra mente non riesce a sciogliere. Finendo per smarrirsi. Perdendo quell’equilibrio precario sul quale noi tutti camminiamo. Perché nell’animo di ogni essere umano adulto si cela il desiderio di poter tornare ancora una volta bambino, potendosi affidare di nuovo a qualcuno. A una guida sicura. A una madre. A un leader.

Non a caso, nella realtà, il politico che si era autoproclamato “unto dal signore” promettendo un “nuovo miracolo italiano” è diventato subito e in più di un’occasione Presidente del consiglio. Nella fiction, invece, il barbuto premier Fabrizio Pietromarchi, oltre al dilemma divino, si trova a dover gestire uno spinoso referendum, quello dell’Italexit, cercando di scongiurare il pericolo che l’Italia esca rovinosamente dall’euro. Ma anche pronto al peggio avendo discusso con il Governatore della Banca D’Italia i volti da mettere sulle nuove lire. Perché i miracoli probabilmente non esistono, ma ogni tanto alcune storie, alcuni eventi dei quali ci sfugge il senso logico sembrano davvero esserlo. Come nel caso di questa serie prodigiosa che fin dalla sigla, sulle note della canzone “Il mondo” di Jimmy Fontana, ci mette di fronte alla nostra vera natura di uomini: “soltanto adesso, io ti guardo. Nel tuo silenzio io mi perdo e sono niente accanto a te. Il mondo, non si è fermato mai un momento. La notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà.”

Ti potrebbero interessare: