In fondo al mare ci sono i vostri figli

I polmoni e lo stomaco pieno d’acqua salata, il cuore che decelera lentamente, fino a fermarsi del tutto. 3 bambini di meno di due anni sono morti ieri così.

Di

Avete figli? Probabilmente si. O se non avete figli, avrete qualche bambino in famiglia, magari come me avete un nipotino, un cuginetto, il figlio della vostra migliore amica.

Ecco, metteteveli davanti agli occhi, pensate a quando avevano un anno. Teneri, tondi, indifesi, alla scoperta del mondo con i loro occhi spalancati e il gattonare incerto ma deciso.

Adesso fate uno sforzo, chiudete gli occhi, e immaginate che succeda questo: sono in acqua all’improvviso, istintivamente respirano a fondo. Poi, la glottide inizia a muoversi in modo spasmodico alle prime boccate d’acqua salata, un modo per non farne entrare altra nei polmoni che però provoca apnea, si trattiene forzatamente il fiato: fase di resistenza, la chiamano, dura circa un minuto. Poi c’è la fase detta dispnoica: a un certo punto vostro figlio, o nipote, quel bambino che avete davanti agli occhi non riesce a trattenere più il fiato, e allora va giù, e inizia di riflesso a respirare in modo affannoso e disordinato sott’acqua, il che fa affluire grandi quantità d’acqua  nello stomaco e nei polmoni, anche questa fase dura circa un minuto. E dopo si arriva alla fase apnoica: il vostro bambino inizia a perdere coscienza, i riflessi vengono meno, va in coma e smette di respirare, un altro minuto che si aggiunge ai precedenti. E alla fine c’è la fase terminale: il bimbo boccheggia, e il suo cuore si ferma. Muore. E in acqua salata, per inciso, ci mette un po’ di più, il cuore non si ferma di colpo ma progressivamente.

Ecco. Terribile, vero? State male?

Tutto questo che avete letto, è la descrizione medico-legale della morte per annegamento: dura circa 7-8 minuti. Un’agonia infinita, vero?

Sapete, è quello che è successo al piccolo Aylan  qualche anno fa, e giusto ieri a tre bambini di circa un anno e mezzo, quasi l’età del mio nipotino, magari anche quella dei vostri figli. E sapete dove? A 6 km, SEI, dalla costa libica, quella pattugliata dalla guardia costiera libica a cui, dopo lo stop alle navi delle ONG e la chiusura dei porti, spetta il soccorso dei migranti in quella zona. Soccorso che non c’è stato. Li hanno lasciati là. E sono morti , in quei 7-8 minuti di agonia.

Ora, io non ho nessuna voglia di fare i soliti discorsi su Salvini e il suo cane scodinzolante Toninelli che chiudono i porti, sull’Europa che se ne sbatte i coglioni, sui libici che figurati quanto cazzo gliene frega. Perchè tanto ve ne uscite con i soliti “Eh ma..”, “ma è colpa del PD”, “Ma non dovrebbero neanche partire..”.. perchè tanto a voi che ve ne fotte, state sul divano a guardare i Mondiali o in giardino a grigliare costine. Tanto mica son figli vostri. Tanto non cambiate idea. Tanto è la scusa buona per dire “Non dovevano partire!”, “È colpa di quelli che li invogliano a partire”. No. Non ve la dò quest’occasione. Fatevela fuori fra voi, su chi ha la colpa, se il PD, l’Europa, le ONG o il Gatto Arturo.

Io vi dico solo una cosa: guardate i vostri bambini. Immaginateli crepare in quel modo, con i polmoni e lo stomachino pieni di lurida acqua salata, col cuore che si è fermato a poco a poco, sentendosi venire progressivamente meno, andando giù e poi tornando su gonfi e lividi.

E complimenti, se non vi fate schifo per aver solo pensato di dire che vi dispiace “però…..”  anzichè, semplicemente, tacere, e ringraziare chi volete voi che i vostri figli stiano felicemente gattonando per casa o sgranocchiando costine

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